17 Ottobre 2021

L’Altra Cenerentola – Copione I atto

MUSICA.
ALL’APERTURA DEL SIPARIO, IN UNA AMBIENTAZIONE SENZA TEMPO E SENZA LUOGO, CENERENTOLA E IL PRINCIPE AZZURRO STANNO DANZANDO UN VALZER, ILLUMINATI SOLAMENTE DA UN “SEGUIPERSONE”.
COI RINTOCCHI DI MEZZANOTTE CENERENTOLA ABBANDONA IL PRINCIPE E FUGGE.
IL PRINCIPE, AL MASSIMO DELL’ESTASI, NON SI ACCORGE DI NIENTE E CONTINUA A BALLARE DA SOLO. ALLA FINE DEL VALZER, QUANDO IL PRINCIPE SI RENDE CONTO DI ESSERE RIMASTO SOLO, CENERENTOLA E’ GIÀ LONTANA. IL PRINCIPE NEL TENTATIVO DI INSEGUIRLA, INCIAMPA SULLA SCARPETTA DI CRISTALLO CHE LA FANCIULLA, FUGGENDO, HA SMARRITO, QUINDI LA RACCOGLIE DOLCEMENTE E SE LA STRINGE AL PETTO, POI SPARISCE MENTRE IN PROSCENIO APPARE IL CORO.

PIAZZA DI PAESE. (Anno 1600)

CORO
La storia che vogliamo cantar
vi sorprenderà
narra di Cenerentola e di sua sorella
Genoveffa la racchia.
Di come questa si comportò
e visse in verità
cosa che giunse ai posteri
piena di inutili scempi e false realtà.
Arturo il Principe s’innamorò
e da quel dì non sa
quale fanciulla ha danzato con lui
e per tutto quanto il regno la cercherà.

UN MESSO LEGGE IL PROCLAMA REALE. I CORISTI MAN MANO SI RADUNANO INTORNO A LUI. LA MUSICA VA IN SOTTOFONDO.

MESSO
Popolo di disgraziati,

CORO
Oooh!

MESSO
Popolo di scalcagnati!

CORO
Aaah!

MESSO
Alla festa che il nostro principe Arturo, soprannominato Azzurro, ha tenuto nottetempo a tarda ora
nella magione del castello, ala destra, stanza adibita
a danza e gozzoviglio, una fanciulla misteriosa
con maschera blu, che il principe ci si era appoggiato al seno, provando inenarrabile goduria, è sparita ai dodici rintocchi, smarrendo, scala facendo, la scarpina di vetro che il principe non si da pace.
Ora, stante che il Principe, soprannominato Azzurro, ci ha perso la testa, il medesimo, mediante prova di piede opportunamente lavato e strigliato, vorrebbe ritrovare la medesima ed impalmarla di matrimonio regale.
Si fa pertanto presente a tutte le fanciulle di cotesto paese, che è anche un rispettabile regno,
di voler indossare la suddetta scarpa che gli sarà recapitata direttamente a casa propria da valletti reali opportunamente autorizzati alla pedestre operazione.
Chi, di sesso femminile e affini, riuscirà ad introdurre
il proprio piede nella suddetta scarpa, verrà essa stessa impalmata dal Principe e regnerà vita natural durante
finché morte non ci separi.

APPLAUSO DEI PAESANI.

(IL PIEDE GIUSTO)

CORO
Fatevi sotto giovani donzelle,
serve, padrone, cortigiane e ancelle,
magre, ciccione, spilungone e nane,
donne virtuose e perché no puttane.

Quello che conta come dice il bando
è di calzare la scarpa fino in fondo,
unico presupposto si richede…
che sia pulito ed odoroso il piede.

UN CORISTA (facendo il verso al messo)
“……il medesimo mediante prova di piede, opportunamente lavato e strigliato, vorrebbe ritrovare la medesima e impalmarla di matrimonio regale…..”

CORO
Il principe ha deciso finalmente
di prender moglie fra la nostra gente,
la vuole bella, dolce e saporita
che regni insieme a lui tutta la vita.

Il principe ha deciso finalmente
di prender moglie fra la nostra gente,
la vuole bella, dolce e saporita
che regni insieme a lui tutta la vita.

PRIMA CORISTA
E’ mio!
Il piede giusto è quello mio!
Quella che cerca il principe son’ io!

SECONDA CORISTA
E’ mio!
Il piede giusto è quello mio!
Quella che cerca il principe son’ io!

CORO
Fatevi sotto giovani donzelle,
serve, padrone, cortigiane e ancelle,
magre, ciccione, spilungone e nane,
donne virtuose e perché no puttane.

Quello che conta come dice il bando
è di calzare la scarpa fino in fondo,
unico presupposto si richede…
che sia pulito ed odoroso il piede.

UN CORISTA
(facendo il verso al messo) “…..una fanciulla misteriosa, con maschera blu, che il principe ci si era appoggiato al seno, provando inenarrabile goduria…..”

CORO DONNE
Io di quest’attributo, non per vanto,
fateci caso, ne possiedo tanto.
E’ tutto naturale, roba buona
sicuramente degna di corona!

CORO
Il principe ha deciso finalmente
di prender moglie tra la nostra gente
la vuole bella, dolce e saporita
che regni insieme a lui tutta la vita.

PRIMA CORISTA
E’ mio,
il seno giusto è quello mio,
quella che cerca il principe son’io!

SECONDA CORISTA
E’ mio,
il seno giusto è quello mio,
quella che cerca il principe son’io!

CORO
Fatevi sotto giovani donzelle,
serve, padrone, cortigiane e ancelle,
magre, ciccione, spilungone e nane,
donne virtuose e perché no puttane.

Quello che conta come dice il bando
è di calzare la scarpa fino in fondo,
unico presupposto dichiarato…
unico presupposto del regnante…
unico presupposto si richiede…
che sia pulito ed odoroso il piede!

LA MUSICA DIVENTA DOLCE- GENOVEFFA E NORBERTO SONO ISOLATI DALLA LUCE.

GENOVEFFA
E se la scarpina dovesse risultare della mia misura?
Ho tanta paura Norberto.

NORBERTO
Paura di che? Eri forse tu, mia amata, la fanciulla al Gran Ballo?

GENOVEFFA
Io, ma se sono anni che non lascio la mia dimora!

NORBERTO
Tu sei così bella che il principe ti riconoscerebbe tra mille!

GENOVEFFA
Tu mi ami così tanto, dunque?

NORBERTO
Sì, così tanto, il solo pensiero che tu, Genoveffa, possa essere di un altro, io, io…

GENOVEFFA
Tu mi ami così tanto dunque? E quanto?

NORBERTO
Quanto la primavera, quanto la luna.

GENOVEFFA
Allora toccami, avvinghiami ed io sarò tua per la vita.

(CANTA)
Amore, amore vero, amore grande
io sono tua e per sempre resterò con te
apro il mio petto, vi regalo il cuore
e se non fosse di Dio vi darei l’alma

NORBERTO
La luna è in cielo e voi splendete in terra
siete una donna di bellezze rare
e risplendete come la lanterna
di una barchetta alla deriva in mezzo al mare.

ENTRA IN SCENA IL CORO..

GENOVEFFA e coro DONNE
Amore, amore vero, amore grande
io sono tua e per sempre resterò con te
apro il mio petto, vi regalo il cuore
e se non fosse di Dio vi darei l’alma

TUTTI
La luna è in cielo e voi splendete in terra
siete una donna di bellezze rare
e risplendete come la lanterna
di una barchetta alla deriva in mezzo al mare.

LA MUSICA CAMBIA PER IL CAMBIO DI SCENA.
LA CASA DELLA MATRIGNA
CENERENTOLA, CHINA SUL PAVIMENTO, COMINCIA A PULIRE CON UNO STRACCIO.

CENERENTOLA
Dio, come sono disgraziata,
come serva qui trattata.
Per tutta la giornata
a lavorare condannata.
Dio, come sono sventurata,
non esagero, sfruttata.
Vorrei poter sognare un’altra vita.
Io vorrei andare sui prati a raccorglier fiori,
io vorrei avere una stella con cui giocare,
io vorrei un uomo mio, d’amare…

E invece come sono disgraziata,
come serva qui trattata.
Per tutta la giornata a lavorare condannata.
Dio, come sono sventurata,
non esagero, sfruttata.
Vorrei poter sognare un’altra vita.

Io vorrei
conoscere cose che ho mai saputo
io vorrei
la vita che ho sempre sognato o forse…
sì, vorrei
esser solo una come tante
e un uomo accanto a me,
Dio, dimmi tu che male c’è!

ENTRA LA MATRIGNA.

MATRIGNA
Misera, sudicia, e scansafatiche! E’ una giornata che allustri il pavimento e il sudiciume alligna imperterrito di ostinazione compatta! Su, alzati misera! Toglimi dalla vista simile scempio, che io possa deambulare senza ingombro alcuno per i fasti della dimora!

CENERENTOLA SI ALZA TREMANTE E RAGGIUNGE UN ANGOLO DELLA STANZA.

CENERENTOLA
…matrignuccia bella … è da questa mattina che maltratto la mia schiena per far sì che la dimora possa esser albergo degno della vostra persona……Matrigniuccia bella … matrignuccia bella…

MATRIGNA
…matrignuccia, …matrignuccia, ti vuoi arruffianare, ma trenta frustate prima di andare a letto non te le leverà nessuno!

CENERENTOLA
Matrignuccia bella… Le frustate no!

MATRIGNA
La casa deve specchiare! Che il principe presto farà visita propriamente qui e chiederà in moglie una delle mie adorate figlie: speriamo ambedue, insieme, all’unisono! Dove sono le delizie?

CENERENTOLA
Nella loro stanza, matrignuccia, a farsi belle come il sole.

MATRIGNA
Ma non ne hanno bisogno, cara.

CENERENTOLA
La notizia che insubbuglia il reame è di fattezze e grandezze così straordinarie da render folli ed eccitati gli animi di tutte le fanciulle. Che suoni, che lamenti amorosi, che spasmi ho udito in giro con questi orecchi, come vorrei nutrir certe speranze anch’io…

MATRIGNA
E ora che fai? Vaneggi, straparli! Su, di corsa, va a chiamare le mie sante figliole, che aspetti? Corri! vola!

CENERENTOLA CORRE FUORI.

MATRIGNA
(rimasta sola, eccitatissima.) A palazzo! Andremo a vivere a palazzo!! Quale sarà il piede giusto? Quello di Genoveffa? Quella di Anastasia? E se non fosse?….. E se fosse? Andremo a vivere a palazzo tra fasti, ricchezze e laute libagioni. Tra ori, argenti e rami. Servite e riverite. Io, regina madre! Con tanto di corona! E se non fosse? Se il piede di Genoveffa risultasse piccolo e quello di Anastasia grande? O viceversa? E se, nonostante accurato pediluvio, i piedini di ambedue risultassero fetenti? No, non è possibile! E se fosse? Ma ci sono io, diamine! Sono ancora giovane e bella…e conosco l’arte di ingabbiare tra le mie fauci usate l’inesperto principino. A palazzo! Sì, a palazzo!! Genoveffa, Anastasia?!

ANASTASIA E GENOVEFFA APPAIONO SEGUITE A DISTANZA DA CENERENTOLA.

ANASTASIA e GENOVEFFA (all’unisono)
Mammà, ci hai chiapato? Ci hai chiapato, mammà? Ci hai chiapato?

MATRIGNA
Oh, babba bia. Venite figlie belle che mammà deve darvi una grande notizia: Destino vuole ch’io debba obliarmi della vostra presenza! Il principe Azzurro prende moglie. Il Sovrano possiede una scarpina di misura ridotta. La donzella che la calzerà, sua consorte diverrà!

ANASTASIA e GENOVEFFA
Trallallero trallallà!!! E se non calzerà?

MATRIGNA
Calzerà…calzerà. E per facilitare l’operazione cospargeremo i piedi di creme di lardo, onde facilitare lo scivolamento.

CENERENTOLA
Matrigniuccia bella, come siete istruita! Dove avete studiato di quest’arte?

ANASTASIA, GENOVEFFA e MATRIGNA
(A Cenerentola)
Zitta tu!!!

MATRIGNA
Sta sempre ad origliare!

GENOVEFFA
Mammina bella, dispensatemi dalla prova. Anastasia puo’ essere una buona moglie per il Principe: ha piede piccolo e olezzante, che il profumo si sente a grande distanza. Il mio piede è grasso e puzzolente e il principe che è di naso fino lo repellerebbe a prima vista.

MATRIGNA
Che discorsi screanzati sono questi? Tu, se passerai la prova, sposerai Azzurro, e io e tua sorella verremo a vivere a palazzo! (urlando) E questo è un ordine!

CENERENTOLA
E io?

MATRIGNA
Zitta tu. Tu sporca figliastra degenere vivrai di stenti e privazioni perché sei demente, inutile! Vagherai per quartieri a chieder questua, che io questa casa me l’affitto!

CENERENTOLA
Matrignuccia bella, siete senza cuore…

MATRIGNA
Grazie cara
(a Genoveffa) In quanto a te: sei giovane, bella…

ANASTASIA
…Bella?!…

MATRIGNA
…Diciamo…bellina…

CENERENTOLA
… bellina?!?

MATRIGNA
Sì, bellina, ma soprattutto sei furba. E con la tua furbizia conquisteremo il Palazzo!!

GENOVEFFA
Azzurro non mi piace!

ANASTASIA
A me sì, a me sì!

MATRIGNA
Ma cosa centri tu?
Come sarebbe a dire che non ti piace?

ANASTASIA
(con fare candido)
E’ tutta colpa di Norberto.

MATRIGNA
E chi è Norberto?

ANASTASIA
Il figlio del carbonaio.

CENERENTOLA
Il figlio del carbonaio.

MATRIGNA
E chi è il figlio del carbonaio?

GENOVEFFA
(ad Anastasia) E brava!

ANASTASIA
E grazie!

GENOVEFFA
(sorridendo tra i denti)
Scimunita!

ANASTASIA
Scimunita e scimmia!

GENOVEFFA
Scimunita scimmia e sudicia!

ANASTASIA
Scimunita scimmia sudicia e schifosa!

GENOVEFFA
Scimunita scimmia sudicia schifosa e scorfana!

ANASTASIA
Scimunita scimmia sudicia schifosa scorfana eeee …

MATRIGNA GENOVEFFA E CENERENTOLA
Eeeeee?

ANASTASIA
Racchia!

GENOVEFFA
Aahhh!!!

MUSICA. GENOVEFFA SI SCAGLIA CONTRO LA SORELLA. LE DUE SI ACCAPIGLIANO E ROTOLANO PER TERRA.

MATRIGNA
Adesso basta! Fermatevi!!

ANASTASIA
(Stizzosa)
Mammà, il figlio del carbonaio viene di notte, entra dalla finestra e Genoveffa si fa trovare tutta nuda…

CENERENTOLA
(Candida)
E Norberto pure si mette nudo…e ci ha peli qua…e qua…quanti peli…

ANASTASIA
Ed è sporco di carbone qua…e qua…quant’è sporco di carbone.

CENERENTOLA
…e peli e carbone…e carbone e peli…non siamo mai riuscite a vederlo…

MATRIGNA
(furente)
E tutto vero?

GENOVEFFA
Vero mammà, quanti peli!

ANASTASIA
E Genoveffa si cela sotto le lenzuola, perché un po’ si vergogna, e Norberto la insegue e dice sempre: “Disturbo?” ….

CENERENTOLA
Perché Norberto è tanto educato.

MATRIGNA
(urlando)
E’ tutto vero?!

GENOVEFFA
Vero mammà. Quant’è premuroso e delicato Norberto.

MATRIGNA
(commossa)
E tutto vero?

GENOVEFFA
Tutto vero!

MATRIGNA
Abbracciami figliola. Hai preso tutto da tua madre!!
(ricomincia ad urlare) Ma Norberto scordatelo!! Quel miserabile non lo vedrai mai più, per tutta la vita!

GENOVEFFA
Ma io lo amo!

MATRIGNA
Tu sposerai il principe!!
Quel carbonaio figlio di carbonaio non lo vedrai mai più!!

GENOVEFFA
(sottovoce)
Ma io lo amo!

MATRIGNA
(CANTA)
L’amore non è tutto nella vita
avete visto mai che con l’amore
si possa aver la tavola imbandita
con tutto quanto quel che puoi disiare?

L’amore non è tutto nella vita
avete visto mai che con l’amore
si possa aver gioielli e bei vestiti
si possa far la vita da signore?

E allora siate ciniche e cattive, sì,
prendete quello che vi va.
Prendete tutto senza dare niente
questo è l’insegnamento di mammà!

L’amore non è tutto nella vita
anzi, quando non c’è, credete è meglio!
Vi rende solamente rammollite
innamorarsi è un guaio, un grosso sbaglio.

Avete capito bene figliole…
innamorarsi…è… Un grosso sbaglio!

LA MUSICA VA IN SOTTOFONDO

MATRIGNA
Quel carbonaio figlio di carbonaio non lo vedrai mai più. Anzi giammai!! E tu, Cenerentola, opera alla tua sorellastra un accurato pediluvio!

CENERENTOLA
Che?

MATRIGNA
Lavale i piedi!!

LA MATRIGNA ESCE SEGUITA DA ANASTASIA.
LA MUSICA CONTINUA.
CENERENTOLA VA A PRENDERE UNA BROCCA D’ACQUA E UNA BACINELLA E COMINCIA A LAVARE I PIEDI A GENOVEFFA, CHE CANTA.

GENOVEFFA
Ebbene si, io l’amo
quel figlio di carbonaio!
Più è povero e più io ci provo gusto:
Sono sicura che sia l’uomo giusto!

Ebbene si, io l’amo
quel figlio di carbonaio!
Senza di lui che cosa è la mia vita,
meglio morire, meglio farla finita.

Ma non si può cambiare
la vostra volontà,
madre crudele e cinica
di me che sarà?

APPARE NORBERTO.

NORBERTO
Bella che delle belle sei la bella
vita della mia vita, anima mia.
Stella che delle stelle sei la stella,
mi fa felice la tua compagnia.

Luce che della luce sei la luce,
la luce dei tuoi occhi se mi guardi,
trafigge l’ anima e la infilza
con fulmini, saette e dardi.

GENOVEFFA
Ebbene si io l’amo
quel figlio di carbonaio
senza di lui che sarebbe la vita
meglio morire, meglio farla finita.

CANTANO TUTTI E TRE.

NORBERTO
Bella che delle belle sei la bella…
vita della mia vita anima mia
stella che delle stelle sei la stella
mi fa felice la tua compagnia

luce che della luce sei la luce
la luce dei tuoi occhi se mi guardi
bella che delle belle sei la bella.
mi fa felice la tua compagnia

CENERENTOLA
(in contrappunto)
Dio come sono disgraziata,
come serva qui trattata
Per tutta la giornata
a lavorare condannata.

Dio, come sono sventurata,
non esagero, sfruttata.
Per tutta la giornata
a lavorare condannata.

GENOVEFFA
Fino a che punto può l’amore
fare soffrire, dare dolore
fino a che punto può una madre
prenderti la vita strapparti il cuore

DOPO IL CONCERTATO A TRE, CAMBIA LA SCENA. ENTRA IL CORO.

CORO:
Fatevi sotto giovani donzelle,
serve, padrone, cortigiane e ancelle,
magre, ciccione, spilungone e nane,
donne virtuose e perché no puttane.

Quello che conta come dice il bando
è di calzare la scarpa fino in fondo,
unico presupposto dichiarato…
unico presupposto del regnante…
unico presupposto si richiede…
che sia pulito ed odoroso il piede!

LA REGGIA DEL PRINCIPE AZZURRO MUSICA. IL PRINCIPE E’ SDRAIATO SUL TRONO. E’ TRISTE ED ANNOIATO. ENTRA UN GIOCOLIERE MALDESTRO CHE NON RIESCE A DIVERTIRLO NEANCHE FACENDO IL MANGIAFUOCO, ALLA FINE DECIDE DI VESTIRSI DA ODALISCA E IMPROVVISA UNA DANZA DEL VENTRE. IL PRINCIPE LO CACCIA VIA E COMINCIA A PIANGERE. IL VIOLINISTA, PER CONSOLARLO, COMINCIA A SUONARE UNA MUSICA TRISTISSIMA CHE VIENE SUBITO INTERROTTA DALL’INGRESSO DI UNA POPOLANA.

PRIMA POPOLANA INCINTA
Fatemi entrare, fatemi entrare!
(E’ sguaiata – volgare – furibonda.)
Il vostro schifosissimo Messo mi ha provato la scarpina, e questa non ha appizzato. La significazione di cotesta fallanza è ca voi vi mariterete una altra femmina! E io? Ca mi avete reso gravita, stampandoci un fanciullo ca mi batte i piedi dentro la pancia, e che è di vostro sangue reale! E Voi che promettesti di sposarmi Regina del trono con tutti gli ammennicoli che ci riguardano! Spergiuro! Mancatore di parola! Approfittante di povera fanciulla indifesa e verginella!

PRINCIPE:
(con molta calma)
Verginella???

PRIMA POPOLANA INCINTA:
Verginella, verginella!

IL PRINCIPE BATTE LE MANI ED ENTRA IN SCENA UNA GUARDIA.

PRINCIPE:
Portatela via!

PRIMA POPOLANA:
Ma non finisce qui! Non finisce qui!

LA GUARDIA TRASCINA LA POPOLANA FUORI DALLA SCENA. IL PRINCIPE FA CENNO AL VIOLINISTA CHE PUO’ SUONARE. DOPO ALCUNE BATTUTE DI VIOLINO IL PRINCIPE CANTA. LA MUSICA E’ DEL VALZER CHE HA DANZATO CON CENERENTOLA.

PRINCIPE:
Io ti cercherò,
io ti troverò
mia dolce fanciulla
che mai scorderò.

E ti coglierò
t’incatenerò
in modo che tu
non mi lasci mai più

E stordito di te
imbambolato di te
potrò trastullarmi
ed ubriacarmi di te.

Stravolto di te
sconvolto di te
mi struggo, mi strazio
nell’attesa di te.

Bella la vita,il talamo e il trono
se li dividi a metà con qualcuno,
bella la vita il bosco il castello
e insieme a te sarà tutto più bello.

CORO
Povero Principe
che più è in attesa e più si strazia
Povero Principe
se non arriva una buona notizia.

E per noi sudditi
va proprio male va sempre peggio
Poveri sudditi
se non arriva una buona notizia per noi.

ALLA FINE DELLA CANZONE ENTRA LA SECONDA POPOLANA INCINTA.

SECONDA POPOLANA INCINTA:
(E’ sguaiata – volgare – furibonda.)
Il vostro schifosissimo Messo mi ha provato la scarpina, e questa non ha appizzato. La significazione di cotesta fallanza è ca voi vi mariterete una altra femmina! E io? Ca mi avete reso gravita, stampandoci un fanciullo ca mi batte i piedi dentro la pancia, e che è di vostro sangue reale! E Voi che promettesti di sposarmi Regina del trono con tutti gli ammennicoli che ci riguardano! Spergiuro! Mancatore di parola! Approfittante di povera fanciulla indifesa e verginella!

PRINCIPE:
(con molta calma)
Verginella???

SECONDA POPOLANA INCINTA:
Verginella, verginella!

IL PRINCIPE BATTE LE MANI. ENTRA UN GENDARME

PRINCIPE:
Portatela via!

IL GENDARME PRENDE PER UN BRACCIO LA POPOLANA E LA TRASCINA FUORI.

SECONDA POPOLANA:
Non finisce qui!…Non finisce qui!!!

FINALMENTE IL GENDARME RIESCE A PORTARLA VIA.

PRINCIPE
Avanti un’altra.

GENDARME
Per oggi è l’ultima, Maestà.

PRINCIPE
Potete andare.

ENTRA IN SCENA IL MESSO.

MESSO:
(entrando)
Mio Principe, una triste novella: la scarpina non trova piede! Tutto fu sbricciolato il Reame, ma niente! Femmine piccole, grandi, grasse, magre, gravide, acciaccate, mature nella età e nella esperienza, villane e cortigiane, in forme gioiose e racchie di varia misura: tutte le costringemmo alla prova, senz’esito alcuno. Una casa rimane, Principino, ma la fama della bruttezza delle due sorelle mostre che vi coabitano, travalica il Regno, ed è oggetto di sberleffo e di riso da parte di tutti i giovinastri vostri sudditi. Orsì cred’io…

PRINCIPE:
(rassegnato)
Me misero, non troverò giammai il virgulto che mi olezzò nello orecchio. Il virgulto sul cui candido seno poggiai con delizia il mio capo reale, provandoci gioia e delizie inenarrabili! La dolce fanciulla che mi tolse per pochi attimi da questa vita sciagurata che mi vede condannato su questo spigoloso trono, con qualche fugace, sconsolante distrazione con popolane sguaiate e volgari… Che tristezza…Che noia… Meglio sarebbe stato se fossi nato fabbro-ferraio. Sarei di fisico asciutto e vigoroso, scevro da molleccerie, ataviche. I fabbro-ferrai non pensano, non si corrodono. Dopo aver mollato il ferro per una intera giornata, la notte hanno un sonno tranquillo, sereno. Io non dormo mai! Il fabbro-ferraio, dopo aver mollato il ferro per una intera giornata, la sera si nutre, con foga, con violenza… E mangia di tutto… Persino i fagioli. Io non ho mai appetito… Non mangio mai! E dopo aver divorato le pietanze più succulente e volgari, il fabbro-ferraio va a letto con la moglie. E la moglie ha grandi seni, e grandi fianchi e lui se la gode tutta!
Meglio sarebbe stato se fossi nato fabbro-ferraio!…
(al messo – sempre più rassegnato)
Provate con le sorelle racchie.

MESSO:
Sarà fatto, Principino! (esce)

IL CORO ENTRA IN PROSCENIO E CANTA MENTRE CAMBIA LA SCENA.

CORO:
E finalmente arriva quel di
dalla Matrigna sospirato
arriva il giorno della prova,
sì con il Messo ormai sempre più rassegnato.

Le sorellastre sono pronte di già
hanno il piedino lindo e pulito,
per affrontar bene o male, chissà,
questa grande prova e fortuna poi giudicherà!.

CASA DI CENERENTOLA. IL CORO SI FA DA PARTE SCOPRENDO LA MATRIGNA, GENOVEFFA E ANASTASIA. LE TRE DONNE SONO VESTITE CON GLI ABITI DELLE CERIMONIE IMPORTANTI. SONO ECCITATISSIME.
PRECEDUTO DA SQUILLI DI TROMBE ENTRA IL MESSO. TIENE IN BELLA MOSTRA UNA SCARPETTA DI VETRO SOPRA UN CUSCINO DI VELLUTO.

MESSO:
Popolo di scalcagnati! la scarpina di cui sopra, che vedete afflitta sul presente cuscino, è la stessa medesima che una fanciulla misteriosa, nottetempo, disperse sulle scale del palazzo reale.

MATRIGNA:
(eccitatissima)
Su….. avanti…. avanti…. conosciamo la litania…. si proceda….. si proceda!!!

MESSO:
La prova di penetrazione della scarpa medesima, oprata alle creature di cotesto Reame, fin qui non ha dato risultanza alcuna.

MATRIGNA:
Lo sappiamo… lo sappiamo buon uomo, su avanti, avanti!!!

MESSO:
E’ perciò per lo quale, che noi, in rappresentanza del Principe Arturo, soprannominato Azzurro, proviamo con le ultime due donzelle rimaste, si presuppone di sesso femminile…

GENOVEFFA E ANASTASIA
(risentite)
… Femminile! Femminile!!

MESSO:
….Colei della quale, se il fatto avverrà, il suo piede sarà di misura ( il sottoscritto messo e portavoce non vorrebbe essere nei panni del Principe) sarà, come da proclama, giustamente impalmata. Si proceda!

MATRIGNA:
Finalmente!!!

CORO:
Sia dato inizio alla prova,
sì la prova del piede.
Sia dato inizio alla prova,
sì la prova del piede.

IL MESSO FA PROVARE LA SCARPINA AD ANASTASIA. L’ESITO E’ NEGATIVO.

CORO:
Non è la fanciulla dal piede giusto,
non è lei
Non è la fanciulla dal piede giusto,
non è lei

E’ LA VOLTA DI GENOVEFFA.

GENOVEFFA:
(al messo)
Io, se vostra eccellenza mi accorda, vorrei esimere la mia persona da cotesta prova.

MESSO:
Il proclama reale è Reale, e per nessuna causanza va contraffatto! Pena la morte!

MATRIGNA:
Pena la morte!

CORO
Pena la morte!

GENOVEFFA:
Ma io Eccellenza sono bruttina.

MESSO:
Vedo! Vedo! Ma il proclama non prevede!

MATRIGNA:
Il proclama non prevede!

CORO
Il proclama non prevede!

GENOVEFFA:
Ho le gambe piene di peli!

ANASTASIA:
(ridacchiando)
….Ha le gambe piene di peli!….

MESSO:
Il proclama non prevede!

MATRIGNA:
Non prevede!

CORO
Non prevede

GENOVEFFA:
Quando dormo russo!

ANASTASIA:
Quando dorme russa!

MESSO:
Il proclama non prevede!

MATRIGNA:
Non prevede!

CORO
Non prevede

GENOVEFFA:
Faccio la pipì a letto!

ANASTASIA:
Fa la pipì a letto.

MESSO e CORO:
Il proclama non prevede!

MATRIGNA:
Non prevede!

GENOVEFFA:
Sono infedele. Mi piacciono tanto gli uomini…

MESSO e CORO
Il proclama non prevede.

MATRIGNA
Il proclama non prevede.

ANASTASIA:
Ha le gambe piene di peli, russa fa la pipì a letto ed è infedele!

GENOVEFFA
(sorridendo tra i denti)
Scimunita!

ANASTASIA
Scimunita e scimmia!

GENOVEFFA
Scimunita scimmia e sudicia!

ANASTASIA
Scimunita scimmia sudicia e schifosa!

GENOVEFFA
Scimunita scimmia sudicia schifosa e scorfana!

ANASTASIA
Scimunita scimmia sudicia schifosa scorfana eeee …

CORO
Eeeeee?

ANASTASIA
Racchia!

GENOVEFFA
Aahhh!!!!

MUSICA. GENOVEFFA SI SCAGLIA CONTRO LA SORELLA. INCITATE DAL CORO LE DUE SI ACCAPIGLIANO E ROTOLANO PER TERRA.

MATRIGNA
Basta!!!

MESSO
(le ferma)
Basta!!! Si proceda!

CORO
Sia dato inizio alla prova sì
la prova del piede…
Sia dato inizio alla prova sì
la prova del piede…

IL MESSO FA PROVARE LA SCARPINA A GENOVEFFA. L’ESITO E’ NEGATIVO.

CORO:
Non è la fanciulla dal piede giusto,
non è lei
Non è la fanciulla dal piede giusto,
non è lei

MESSO:
Vista la constatazione di fallimento, il Messo chiude bottega e si accinge a portare al Principe la ferale notizia: La donzella non esiste!

MATRIGNA:
Un momento!

MESSO:
Si?

MATRIGNA:
Ci sarebbe la qui presente. Me medesima.

MESSO:
Di cottura stagionata mi pare…

MATRIGNA:
Il proclama parla di cottura forse?

MESSO
Il proclama non prevede!

CORO
Il proclama non prevede!

MATRIGNA:
E dunque? Io al Principino posso insegnare tante cose. (si avvicina con fare provocante al messo) Tante cose….tante…. Il “Fruscellino Reale” dell’arte amatoria non conosce niente! Anzi, conosce, ma fa grande confusione! Io so come svezzarlo, come svegliarlo, concupirlo… Tra le mie possenti fauci troverà tutto il calore della maturazione e ti sarà grato, messo, per avermi provato il piede.
Su, Messo, prova il mio piede….il mio piedino….

MESSO:
(sempre più imbarazzato dalle provocazioni sessuali della matrigna)
E sia!!

IL MESSO PROVA LA SCARPETTA ALLA MATRIGNA. LA MATRIGNA, NEL TENTATIVO DI FAR ENTRARE IL PIEDE NELLA SCARPETTA, VA A FINIRE A TERRA TRAVOLGENDO IL MESSO. RISATA GENERALE.

CORO:
Non è la fanciulla dal piede giusto,
non è lei
Non è la fanciulla dal piede giusto,
non è lei

MESSO:
La fanciulla di piede giusto non esiste! Al castello.

CORO:
Al castello!!

IL TAMBURO SOTTOLINEA L’USCITA DEL MESSO E DEL CORO. MA IMPROVVISAMENTE TUTTI SI BLOCCANO. DA LONTANO ARRIVA LA VOCE DI CENERENTOLA CHE CANTA.
TUTTI LENTAMENTE SI AVVICINANO VERSO LA FONTE DELLA VOCE, NONOSTANTE LE PROTESTE DELLA MATRIGNA E DI ANASTASIA.

MESSO:
Da dove giunge cotesta voce angelica?

MATRIGNA:
Io non odo nessuna voce…

MESSO:
Io la odo, la odo!
(al coro) Voi la udite?

CORO:
La udiamo!

MESSO:
Palesate la donzella!

DUE CORISTE CORRONO A PRENDERE CENERENTOLA MENTRE LA MATRIGNA PROTESTA.

MATRIGNA:
Ma quella è Cenerentola, la nostra serva: un essere immondo e repellente, una animala selvatica!

ANASTASIA:
Più che ad una persona somiglia ad una bestia! Ha le sembianze di un gufo!

GENOVEFFA:
E’ un fiore di campo, un gelsomino odoroso…Tutta un olezzo! E’ sporca di cenere, ma se insaponata e lavata può risplendere come il sole…

CENERENTOLA APPARE. IL SUO CANTO DIVENTA MUSICA. INIZIA LA PROVA DELLA SCARPINA. CENERENTOLA E’ FRASTORNATA, NON SI RENDE CONTO DI QUELLO CHE STA ACCADENDO. IL PIEDE ENTRA AGEVOLMENTE NELLA SCARPETTA. IL CORO ESULTA.

CORO:
S’è trovata la fanciulla
s’è trovata la fanciulla
s’è trovata la donna che noi cercavamo
e Arturo felice sarà!

S’è trovata la fanciulla
s’è trovata la fanciulla
s’è trovata la donna che noi cercavamo
e il nostro principe la sposerà!

MESSO:
(alla matrigna)
Strigliatela, addobbatela, e conducetela al palazzo del Principe in men che non si dica. Ch’io scappo che non mi regge il vanto di comunicare al Sire la novella. Popolo di disgraziati, orsù, seguitemi!

SEGUITO DAL CORO IL MESSO ESCE SU UNA MARCETTA DI TAMBURI. AL CENTRO DELLA SCENA LA MATRIGNA E’ A TERRA SVENUTA. ANASTASIA, GENOVEFFA E CENERENTOLA SI DANNO DA FARE PER FARLA RINVENIRE.

CENERENTOLA:
Matrignuccia bella…

ANASTASIA
Mammina…

GENOVEFFA
Mammina…

CENERENTOLA
Matrignuccia bella!

MATRIGNA:
(rinvenendo)
La scarpina, dov’è la scarpina?

CENERENTOLA:
Eccola qui, matrignuccia. Ce l’ho al piede.

MATRIGNA:
Dammela!

CENERENTOLA SI TOGLIE LA SCARPINA E LA DA ALLA MATRIGNA.

MATRIGNA:
Genoveffa, valla a nascondere …no, tu no! Anastasia vai a nascondere la scarpina …. avvicinati.
(le sussurra qualcosa all’orecchio)

ANASTASIA CORRE VIA CON LA SCARPINA.

GENOVEFFA:
Mamma, cosa vuoi fare?

CENERENTOLA:
Matrignuccia bella, la scarpina era mia, non capisco …

MATRIGNA:
Non c’è niente da capire. Tu, Genoveffa, indosserai il vestito di Cenerentola, ti pettinerai come la tua sorellastra e quando entrerai a palazzo il Principe Arturo ti troverà esattamente come il Messo ti ha descritta e così, invece della tua sorellastra sposerà te, che è come dire noi!!!

GENOVEFFA:
Il messo scoprirà l’inganno.

MATRIGNA:
Il messo non si accorgerà di niente.

GENOVEFFA:
Io amo Norberto. Norbertuccio mio!

CENERENTOLA:
…. Matrignuccia bella, lei ama Norberto….

MATRIGNA:
(a Cenerentola)
Zitta tu, sporca figliastra degenere! Sarai chiusa in cantina e cibata a pane e acqua!
(a Genoveffa)
In quanto a te, sposerai il Principe! E’ un ordine!

CENERENTOLA:
…. Matrignuccia bella….
(piange)

GENOVEFFA:
…. Mammina crudele….
(piange)

ENTRA ANASTASIA E, VEDENDO GENOVEFFA E CENERENTOLA CHE PIANGONO, SCOPPIA A PIANGERE ANCHE LEI.

MATRIGNA
Il mio compito è quello di
donarvi ciò che vi spetta
usando tutte le mie furbizie
tutti gli espedienti
leciti e illeciti
sono la madre più ambiziosa che c’è

SORELLE
Leciti e illeciti
sei la madre più ambiziosa che c’è

MATRIGNA
il mio fare il mio saper fare
non ha confini di sorta
e se occorre userò il mio fascino
tutti i miei argomenti
leciti illeciti
sono la madre più ambiziosa che

SORELLE
Sei la madre più ambiziosa che

MATRIGNA
Sono la madre più ambiziosa che c’è!

Anastasia, Genoveffa andate nelle vostre stanze a meditare, e tu, Cenerentola, vieni con me, che a te ci penso io!

MUSICA. CAMBIO SCENA. SALA DEL TRONO. IL PRINCIPE, IN ATTESA DELLA FUTURA SPOSA, PASSEGGIA NERVOSAMENTE. IL MESSO IRROMPE.

MESSO:
Maestà. Maestà, s’è trovata la fanciulla.

CORO
Evviva!

PRINCIPE:
Oh gaudio, Oh letizia. Orsù, dimmi messo, dimmi, com’è andata?

MESSO:
Nella casa delle sorelle racchie, Sire…

PRINCIPE:
Nooo!!!

MESSO:
… vive una creatura, Cenerentola è chiamata poiché il suo viso è sporco di cenere ma ha le forme che Dio ce l’ha mandata buona, di cui risulta un seno turgido adatto all’appoggiamento e un fare morbido di movenze regali e di andamento sopraffino.
Dalla cenere del suo viso sfavillano due occhioni lucenti che hanno incantato persino il vostro Messo.
Ed ella è pronta: tutta amabile, tutta palpabile, tutta impalmabile!
Orsù, Principe, datevi verso, lustrate il vostro aspetto, che la pulzella è in arrivo.

PRINCIPE
O santi numi, o fato, o sole, che torni a risplendere su questo Regno assopito di mestizia e rarefazione. La pulzella s’è trovata ed è in arrivo, in arrivo! Adeguatemi all’evento: corona, scettro, e restaurazione generale. Su, presto, alzate le culotte!

IL CORO ESCE.

PRINCIPE
E dimmi, messo sgangherato: ha l’aria della verginella e l’andazzo docile della gazzella?

MESSO
Si, mio Signore, l’aria della verginella e l’andazzo docile della gazzella.

PRINCIPE
Le mani di gelatina e le cosce di suora carmelitana.

MESSO
Non m’addentrai, Maestà.

PRINCIPE
Certo che non t’addentrasti, stupido Messo! Noi s’intendea di…..come dire…..percezione.

MESSO
Il piedino, Sire, percepii gelatinoso…

PRINCIPE
…….e le cosce?

MESSO
Di suora sì, mio Signore, ma non carmelitana… Tornite e turgide delle figlie di Maria.

PRINCIPE
E il profumo, il profumo?

MESSO
Claustrale, mio Signore

PRINCIPE
Bene, bene Vai ad accoglierla come si conviene ad una Regina. Va, corri Messo!

MESSO
Vado tosto, mio Sire!!
(va via)

PRINCIPE
O me estasiato, appagato, o me privilegiato, o me corroborato!!!
(CANTA)

Potrò carezzare
la tua pelle candida
sogno che si avvera per me,
e potrò tenerti,
conquistarti prenderti
ti darò l’amore di un re

E vivremo insieme
finché vita lo vorrà
Noi per sempre uniti
finché morte non verrà.

Notte fatti chiara,
riempiti di stelle e poi
diamanti e ancora amore per lei…
che fra poco sarà qui con me.

DONNE
Notte fatti chiara,
riempiti di stelle e poi
diamanti e ancora amore per lei…
che fra poco sarà qui con te.

UOMINI
Notte fatti chiara,
riempiti di stelle e poi
diamanti e ancora amore per lei…

PRINCIPE
che fra poco sarà qui con me.

ALLA FINE DELLA CANZONE SQUILLI DI TROMBE
IL PRINCIPE CORRE A SEDERSI SUL TRONO, ASSUMENDO UNA POSIZIONE REGALE.
ENTRA IL MESSO SEGUITO DA GENOVEFFA, DALLA MADRE, E DA ANASTASIA

PRINCIPE:
(va incontro a Genoveffa)
Oh luce degli occhi miei, virgulto. Il vostro nome, il vostro nome?

GENOVEFFA
Cenerentola, Signore!

PRINCIPE
E la cenere?

GENOVEFFA
Mi lavai, Sire, per giungere al vostro cospetto!

PRINCIPE
Per quanto tempo vi disiai, che non riuscivo a prender sonno. E mai mi trastullai nella vostra assenza. Lasciate ch’io vi sguardi a tempo pieno…. (le gira intorno) Come siete bella… e fiera… e di sembiante morbido… (inciampa sulla madre di Genoveffa)… E questa chi è?

MATRIGNA:
Sono la di lei mammuccia santa, mio Prence!

PRINCIPE:
(urlando) Toglietevi dai scatoli!!!

MATRIGNA:
(trai denti) Cafone!

LA MATRIGNA, TIRANDOSI DIETRO ANASTASIA, SI FA VELOCEMENTE DA PARTE.

PRINCIPE:
(ritorna dolcissimo)
…Fiore di barbabietola zuccherosa, mirtilla, olezzo di giaggiolo. (cambia tono) Fuoco. Passione, ov’io mi perdo in sensi e turbamenti ritrovati.
(al Messo) Presto! Che si proceda immantinente alle nozze!
Il vostro Principe non vede l’ora di realizzare, di accoppiarsi di persona.

Notte fatti chiara,
riempiti di stelle e poi
diamanti e ancora amore per lei…
che stanotte sarà qui con me.

Apparecchiate la sposa!!! Ch’io vado ad apparecchiare me medesimo
(esce).

CORO:
Evviva!!!

(MUSICA) GENOVEFFA, AL CENTRO, ISOLATA DALLA LUCE. LE ANCELLE LA VESTONO DA SPOSA, MENTRE LEI CANTA.

GENOVEFFA:
Sposa sarò di chi non voglio
sposa domani al suo giaciglio,
notte che splendi già d’argento
portami via come d’incanto.

Sola senza un amore…
Amore mio, dove sei?
Perché non vieni qui da me…
Perché questo velo e le ricchezze,
se non avrò le tue carezze.

COMPARE CENERENTOLA LEGATA AI POLSI CON UNA CORDA. CANTA MENTRE LE ANCELLE CONTINUANO A VESTIRE GENOVEFFA DA SPOSA.

CENERENTOLA
Non devo rassegnarmi,
smettere di sognare,
e prima o poi, son certa,
arriverà un paio d’ali
per poter volare

GENOVEFFA
Ma non si può cambiare
la vostra volontà,
madre crudele e cinica
di me che sarà?

CENERENTOLA SPARISCE NEL BUIO. L’ATTENZIONE RITORNA SU GENOVEFFA CHE IN ABITO DA SPOSA RAGGIUNGE IL PRINCIPE CHE ASPETTA ALL’ALTARE CON TANTO DI SCETTRO, CORONA E MANTELLO.- LE LUCI VANNO SU -LA MUSICA DIVENTA AUSTERA, UN FRATE SCALCAGNATO E’ PRONTO A SPOSARLI. ALLA FINE DELLA CERIMONIA LA MUSICA DIVENTA IL VALZERONE INIZIALE. IL PRINCIPE INVITA GENOVEFFA A DANZARE. TUTTI LO IMITANO.

PRINCIPE:
(mentre danza canta)
Bella la vita
il talamo, il trono
se li dividi a metà con qualcuno.

Bella la vita,
il bosco, il castello
e insieme a te
sarà tutto più bello!

FINE PRIMO ATTO

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