17 Ottobre 2021

Don Chisciotto di Girgenti – Copione II atto

PIAZZA PRINCIPALE DI GIRGENTI.
DON CHISCIOTTO A SANCIO SONO DENTRO LA GABBIA DI LEGNO.
IL CORO CANTA

CORO
Eccoli quà, questi due gra guerrieri
arriddociuti vero malamenti
al rango di conigli ni la gabbia
pigliati in giro da tutta la genti.

Di rientrari a casa non si parla
meglio far di bersaglio al schernimento
meglio ristarisi al friddo di la notti
che ad assopparsi quello rompimento.

MENTRE CONTINUA LA MUSICA

I CORISTI
– Don Chisciotto di Girgenti, vi piaci il vostro nuovo castello?

– E la serbitù, dov’è andata a finiri?

– E’ veru ca aviti combattuto contro i mulini a vento?

– Ca aviti sconfiggiuto un esercito di pecuri?

– Ca avete avuto la meglio su un lioni…

– …ca appena ca v’ha visto, s’è fuiuto?

– Don Chisciotto di Girgenti, Dulcinea dove l’aviti lassata?

NUNNA
(ENTRANDO) Quàl’ha lassata!
Avanti, tutti a casa! Via, via! Picciuttazzi figli di bona donna!
Ca quì non è circolo di divertimento. A casa, a casa!
Tornati ni li vostri casi a riposarivi li ossa ca a batari a questi sciallarati ci abbasto io.Via, via!

I CORISTI RIPRENDONO IL CANTO, FANNO UN ULTIMO IROTONDO INTORNO ALLA GABBIA, QUINDI RIDENDO ESCONO DI SCENA, PER RIENTRARE FURTIVAMENTE UNO ALLA VOLTA.

NUNNA
Ed ora a noi tre!
Sono quà pi dirivi per l’urtimissima vorta ca, si entro chista sira, non rimettete piedo ni la casa, col proposito di rompervi la schiena a lavorari li campi e a covernari li pecori, dintra cotesta gabbia ci potiti feri li vermi, ci potiti marciri!
Allura, chi arrisponniti?

DON CHISCIOTTO E SANCIO
Noi siamo Don Chisciotto e Sancio Panza
nativi siamo ambo di Girgenti
parati comu veri cavaleri
e pronti pi partìri immantinenti.

I CORISTI VENGONO ALLO SCOPERTO E FANNO IL VERSO A
DON CHISCIOTTO E SANCIO

CORO
Noi siamo Don Chisciotto e Sancio Panza
nativi siamo ambo di Girgenti
parati comu veri cavaleri
e pronti pi partìri immantinenti!

NUNNA
(A DON CHISCIOTTO E SANCIO) La vostra ultima palora?

DON CHISCIOTTO E SANCIO
A casa, giammai!!!

NUNNA
(USCENDO) Ci faremo i conti, ci faremo!
Quanto è vero Iddio, il medico dei pazzi vi mando!! Addio! (VA VIA)

I CORISTI VENGONO AVANTI)

CORO
Eccoli quà, questi due gra guerrieri
arriddociuti vero malamenti
al rango di conigli ni la gabbia
pigliati in giro da tutta la genti.

Di rientrari a casa non si parla
meglio far di bersaglio al schernimento
meglio ristarisi al friddo di la notti
che ad assopparsi quello rompimento!

DON CHISCIOTTO
Popolo di girgentani,
ascortati la voci del vostro concittatino allustri, orgoglio e vanto di voi,
ca della miserabilità giornaliera, avete fatto il fusillo della vostra esistenza!
Venite meco…..

SANCIO
….e portate un segno di vettovagliamento,
ca ‘a fami ni mangia vivi!

DON CHISCIOTTO
….viniti, e liberate dalle pesante catene che lo infliggono, questa fulgenza di eroi, di poeta, di palatino del fantasticamento!
S’io me ne dovessi fuire, o defungere, che ve ne calerebbe dunque?
A chi dolgo io? A chi tengo d’intralcio?
I vostri usati argomenti, non mi son duopo! E la vostra furbanteria di assorbimento dell’uno sopra all’altro, a me, o popolo, non mi cale!

SANCIO
…io, privo di Maria, mi calerei un agnello sano sano, mi calerei!
Portate vettovagliamenti, portate, portate……

I CORISTI MAN MANO VANNO VIA LASCIANDO I DUE SOLI

DON CHISCIOTTO
E non riuscirete ad assoppare la mia mente in una gabbia di contenimento. E chi mi vuole al freno, che perisca!
E se non perisce di perizia naturale, perirollo io medesimo, con queste stesse mani!!!

CROLLA. MUSICA. APPARE DULCINEA.

DULCINEA
O mio periglioso fantino.

DON CHISCIOTTO
O mia Madonna!

DULCINEA
O fiore inamidato di rugiada.

DON CHISCIOTTO
O grillo!

DULCINEA
O nocchiero impertinente e spudoratello.

DON CHISCIOTTO
O alba repentina sui merli del torrione alto.

DULCINEA
O brezza marina.

DON CHISCIOTTO
Schiuma di barbiere candida e montata!

DULCINEA
Visconte!

DON CHISCIOTTO
Fresca insalatina di bosco!

DULCINEA
Fiore aulentissimo di carciofo accarezzato dal vento!

DON CHISCIOTTO
Vento!

DULCINEA
Bufera!

DON CHISCIOTTO
Fuocherello!

DULCINEA
Fuoco!

DON CHISCIOTTO
Glicine, che profuma l’aere ed umilia il deserto!

DULCINEA
Arcidiacono!

DON CHISCIOTTO
Fiume, che scorri libero e profondo!

DULCINEA
Limo!

DON CHISCIOTTO
Camelia!

DULCINEA
O Romeo.

DON CHISCIOTTO
O Romea!

DULCINEA
O mio Orfeo!

DON CHISCIOTTO
O mia Orfea!

DULCINEA
Paolo!!

DON CHISCIOTTO
Paola!!!

DULCINEA
Voi dunque m’amate?

DON CHISCIOTTO
V’amai! E voi?

DULCINEA
Vi disiai. Figlio!

DON CHISCIOTTO
Mamma!

DULCINEA
Mio conduttore!

DON CHISCIOTTO
Mia conduttrice!

DULCINEA
Eroe.

DON CHISCIOTTO
Eroa!

DULCINEA
Tu, mio tenerissimo bambino: vieni fuori da coteste fauci, ch’io possa languirti tra le mie fucine calde!

DON CHISCIOTTO
Aprine il catenaccio, mia morbida, acciocchè teco mi appropinqui
ed insiem si fugga!

DULCINEA
Come deggio aprir, mio prode, senza il chiavistello?

DON CHISCIOTTO
Amatemi, e come d’incanto cotesta gabbia, col suo contenuto di misero e derelitto scutiero, spariranno! e saremo soli, voi e noi, a cantarci il nostro amore. Amatemi dunque, amatemi!

DULCINEA
Amerovvi, mia luce, amerovvi!

(CANTA)
caru patruni miu, caru patruni
di parlari co voi sta lingua brama
voi siete lu me suli, la me luna
voi siete la me stella tramuntana

Veniri fino a ccà, cu lu facìa
l’amuri vi ci porta in chisto loco
si veramente mi volite bene
vinite sopra a spegnere sto foco.

DON CHISCIOTTO
Il cirivello mio vi l’è donari
ca più ca un cirivello è un gran meloni
tutte le cose chi ci ponno stari
io per amuri vi nnifaccio doni.

Apritimi la testa, si vuliti
apritimi lu cori, si criditi:
ci troverete li vostri sembianti
scorpiti supra rocce di graniti

A DUE
Amuri amuri chi bella nuttata!
ca l’aria è frisca e la luna brillanti
tutti d’accordo a fari di ruffiani
a sti du tenneri e focosi amanti.

DON CHISCIOTTO S’ INGINOCCHIA: DULCINEA SPARISCE.

DON CHISCIOTTO
Mia fulgenza… mia adorata… mia agognata…avita!
Un bacio… un piccolo minimo bacio che possa dar suggello al nostro amore… un bacio!!

ENTRA NUNNA E CREDENDOSI L’OGGETTO DELLE DICHIARAZIONI DI DON CHISCIOTTO, SI AVVICINA RAGGIANTE ALLA GABBIA.

DON CHISCIOTTO
…un bacio… un piccolo minimo bacio!….

NUNNA LO BACIA. DON CHISCIOTTO APRE GLI OCCHI E, SCOPRENDO NUNNA, “CACCIA” UN URLO DISUMANO E PRECIPITA DALLA PARTE OPPOSTA DELLA GABBIA, PROPRIO SOPRA SANCIO, IL QUALE, A SUA OLTA, “CACCIA” UN URLACCIO DI DOLORE.

DON CHISCIOTTO
Aiuto! Aiuto! Il mostro!!

SANCIO
Aiuto! Aiuto! Dov’è?!

NUNNA
Disgraziati! Sciagurati!
(A DON CHISCIOTTO) E tu! un’amante ci hai!
non è accossì? A mia, ca ti ho civato di delicatezza, ca ti ho crisciuto col sciato e li boni pietanzi, a mia!
(SCOPPIA A PIANGERE) Un’altra fimmina, como si io non ci bastava.
Sdisonorato!! E chi è la tua concupina? Quella joppoleseca vai circanno? Allura c’è, esiste!

RICHIAMATI DALLE URLA DI NUNNA ENTRANO IN SCENA I PAESANI

NUNNA
Guardatelo, questo pazzo! Pazzo e fedigrafo traditori! Arristatilo! Trapassatilo! Scafazzatilo! Difungitilo! Ca io di rosso mi vestirò e mi farò abbagnari il pane da tutta Girgenti, altro ca impenetraboli fedeltà! Forza, maschioni di Girgenti, prendetemi: sono vostra, tutta! Approfittatene, ca nenti costa!

TUTTI MAN MANO SI ALLONTANANO

SANCIO
Nunna, sorella meretricia! Vuoi sdisonorare la nostra famiglia?

DON CHISCIOTTO
Sdisonora! Sdisonora!

SANCIO
Vuoi infangari il nostro nomi professandoti a buttanesimo?

DON CHISCIOTTO
Infanga! Infanga!

NUNNA
Adunchi, basta!!! Io moro, ccà davanti a tutti: di vergogna, dolori e dispirazioni. E forsi accossì ci tornerà il senno.
Moro, ah Moro!

COSì DICENDO SI BUTTA A TERRA COME MORTA.

TUTTI
A casa, A casa! Purtamula a casa!

CORRONO VERSO NUNNA, LA SOLLEVANO E LA PORTANO VIA ALLEGRAMENTE CANTANDO UN PEZZO DELLA “PASSIONE DI CRISTO”.
USCENDO SCOPRONO DON CORNELIO.

DON CORNELIO
Sono don Cornelio, il medico dei pazzi.
Dov’è il pazzo?

DON CHISCIOTTO
Il pazzo sono io.

DON CORNELIO
Don Chisciotto di Girgenti, a noi due!

DON CHISCIOTTO
A noi due!

DON CORNELIO
E l’altro chi è?

SANCIO
Seguo il pazzo.

DON CORNELIO
Pazzo pur’anco?

SANCIO
Chi sta col pazzo, è pazzo?

DON CORNELIO
Più pazzo.

SANCIO
Allora pazzo pur’anco!

DON CORNELIO
Don Chisciotto di Girgenti, chi dice che il senno vi sfuggì di mano ed errabondo sen v’è di frasca in frasca a sfastidiar le genti, è in errore.
Io, che per mestiere conosco l’umano, vi sentenzio la sequenti:
Voi tornerete nella vostra magione, al vostro usato travaglio e scoprirete quanta poesia v’è nel canto mattutino degli uccelli, nel caldo latte che sgorga dalle minne delle vostre greggi, nel germoglio della fava che si scalda al sole di primavera, nel ruscelletto, le cui acque limpide, precipitando al suolo, producono quelle goccioline azzurrine che si spargono carezzevoli sulla terra arsa da secoli.
E tornerete al vostro focolare, all’odore acre del mosto, a quello rassicurante dei fagioli.
Don Chisciotto di Girgenti, perchè dunque cercare paradisi lontani, abbenture, perchè errare?
Errate nel vostro pezzo di terra, se proprio volete, che voi, o fortunato, possedete, e i vostri duelli consumateli nel campo di battaglia meno periglioso: il vostro talamo!

DON CHISCIOTTO
O voi che ciarlate, mostratemi le vostre insegne, ch’io possa sfidarvi a duello!
Siete un cavaliere? Un messere? Un monsignore? O puramenti un cialtrone venditore di unguenti? O un aguzzino, un carceriere?
Tiratemi fora da questa trappola e vi dirò che avete una buona lingua!

DON CORNELIO
Tornate alle vostre case!

SANCIO
Ditemi ancora la storia dei fagioli, mi avevate quasi convinto.

DON CORNELIO
Alle vostre case!

DON CHISCIOTTO
Giammai!!!

DON CORNELIO
E sia! Vi darò la libertà! Ma attenti a voi: troverete sulla vostra strada qualcuno che ve le suonerà di santa ragione e vi riporterà a casa più rotti che sani!

COSI’ DICENDO APRE LA PORTA DELLA GABBIA, SPINGE IL CARRO FUORI DI SCENA ED ESCE A SUA VOLTA.
ENTRA IL CORO E CANTA, MENTRE LA SCENA DIVENTA IL BOSCO.

CORO
E ricomincia il suo peregrinaggio
il prode don chisciotto di Girgenti.
Facite tutti largo al suo passaggio
oppure vi finisci malamenti!

Col suo fedeli cangia luochi e lidi
ma in verità ha camminato poco
picchì giungi alla terra d’un rignanti
c’assomiglia preciso a don Pircoco.

Un regno come minimo un pò strano
dove tutti sen vanno mascherati
pare comu si fussi una congiura
ai danni dei due poveri sbandati.

Per prima un frate, poi un diavuluni
ca li vonnu condurri a retta via
ma coi due prodi non ci può nessuno
troppo ubriacati di cavalleria!

DON CHSCIOTTO E SANCIO
Noi siamo Don Chisciotto e Sancio Panza
nativi siamo ambo di Girgenti
parati comu veri cavaleri
e pronti pi partiri immantinenti

DON CHSCIOTTO
Io dei nemici ni fazzo porpetta

SANCIO
Io invece no: io mi la faccio sotto

DON CHSCIOTTO
F ateci largo, ca sconquasso tutto

SANCIO
Fateci largo, al grande Don Chisciotto!

DON CHSCIOTTO E SANCIO
Noi siamo Don Chisciotto e Sancio Panza
nativi siamo ambo di Girgenti
parati comu veri cavaleri
e pronti pi partiri immantinenti

ENTRA IN SCENA UN MONACO

FRA’ NESPOLA
Pentitevi, figlioli, pentitevi!
La lancia e l’armamenti chi portate mi inducono a pensare ca il vostro cammino è cospargiuto di vittime innocenti.
Il diavolo, vi domina!
Il diavolo che se ne và a piede sciolto in queste contrade e che mette zizzania nelle popolazioni; ca il vostro re ca è bonu e caricatevole di cuore, è molto preoccupato ca i suoi sudditi ponno arrivari allo sfasciamento!

DON CHISCIOTTO
Di quale re ite cianciando, buon uomo?

FRA’ NESPOLA
Ma del nostro re: orazio il grassottello, Non lo conoscete?
Forestieri?

SANCIO
Di Girgenti

FRA’ NESPOLA
Girgenti girgenti o puramente del circondariato?

SANCIO
Girgenti girgenti!

FRA’ NESPOLA
Io là ci ho una cugina ca abita……

DON CHISCIOTTO
Non canosciamo nessuno colà!
E ditemi, buon uomo, onde s’alloca il diablo che lo spertuso?

FRA’ NESPOLA
In tutti i lochi, figliolo: quane, llane, quabanna, llabanna.
Basta nomarlo e quello arriva.

DON CHISCIOTTO
Ed io lo nomo!

SANCIO
No, eccellenza! Muto! col diavolo soccomberete!
Solo ca ci penso mi tremano le gambe!
Fuiamo, patrone, più prima possiboli!

FRA’ NESPOLA
Orazio il grassottello ha promesso, a chi ucciderà il diavolo, metà del suo regno e la mano di una donzella nobile in cerca di marito, sua ospite: tale Dulcinea di Joppolo.

SANCIO
O Dio!!!

DON CHISCIOTTO
(URLA) Diablo!!!!!!

APPARE IL DIAVOLO. SANCIO E FRA’ NESPOLA CORRONO A NASCONDERSI

IL DIAVOLO
Mi hai chiabato, piccino?

DON CHISCIOTTO
Armati di lancia, diablo, o anche di scimitarra o spata o spitone o forchettone, ch’io possa sfidarvi a duello!
Hai finito i tuoi scorribandi a spaventare i naufraghi, a concupir donzelle di collina, a scialacquar coi passeri granoturco e biada di cavallo. Hai finito di promenar fagiani e vedove incappucciate per la via, di tirare con l’arco sui detriti, di scompigliar l’erba dal tufo, di sforacchiare arbusti di betulla, di ardire!
Hai finito i correre sottosopra, di deambulare col collo! Hai finito di vivere, di abbottonarti, di lucidare, di farti la barba,di sostare, di brindare, di coltivare pomodori, di potare!
Hai finito di masticare!
hai finito di diavolare!
Ma tu, lo sai chi sono io?

IL DIAVOLO
Don Chisciotto di Girgenti.

DON CHISCIOTTO
E non hai paura?!

IL DIAVOLO
Siiiiiiiiiiiiiii!!!(SCAPPA VELOCE COME UNA FURIA)

DON CHISCIOTTO
(A SANCIO E FRA’ NESPOLA) Soddispatti?
Venite fuori increduli; conigli, ca il diablo è sconfitto e mai più oserà abbagnare il naso da coteste parti. Orsù Sancio, in cammino! Ca ci aspetta metà del regno di Orazio il grassottello e la mano di Dulcinea di Joppolo, ca quella spetta solo a mia. E tu, frate, vieni meco dal tuo re a raccontar le gesta! (ESCONO DI SCENA)

ENTRA IL CORO E CANTA, MENTRE LA SCENA DIVENTA LA REGGIA DI RE ORAZIO IL GRASSOTTELLO

CORO
Col frate, don Chisciotto e Sancio Panza
si muovono alla volta del rignanti
ca regna un regno un poco sconquassato
con sudditi bricconi e listofanti

Vengono ricevuti con gli onori
ca spettano ai personi di lignaggio
frà nespola ad orazio li introduci
ca pare un vero re, potenti e saggio.

I CORISTI ESCONO. ORAZIO IL GRASSOTTELLO E’ SULTRONO
ENTRA FRA’ NESPOLA.

FRA’ NESPOLA
Maestà! il diablo schifosissimo è stato sconfitto ad opera di un prode, tale Don Chisciotto di Girgenti, ca col suo valore di combattenti lo misi in fuga. E così rese salve queste terre dal terribile agozzino!
Egli viaggia col suo fedeli aiutanti Sancio Panza.

RE ORAZIO
Tosto, introducite la comitiva, che la sua fama mi giunse da lungo tempo e io lo aspettava.
E di gloria e di onori riempirolli!

FRA’ NESPOLA
(INTRODUCE DON CHISCIOTTO E SANCIO)
Accomiatatevi, miei eroi, ca Orazio il grassottello vi brama alla sua magione.

DON CHISCIOTTO E SANCIO ENTRANO E S?INGINOCCHIANO DAVANTI AL RE

RE ORAZIO
Orsù, miei brodi, susitevi! ca il vostro re se ne và fiero e vi tributa sperticatissimi felicitazioni.

I DUE SI ALZANO

DON CHISCIOTTO
Maestà, il diablo ca vi mise in scacco è bello e sistemato, ca dopo una arduissima e ripugnante pugna, lo misi in fuga di mio proposito.
Il frate parrino ca mi limitò costì, mi fece accapire ca il ricompenzo per il mio prodare fù la metà del vostro regno e una pulsa odolenta e fulgida che mi fù scolpita nel petto sin dall’antefatto e ch’io bramo di vogliosa attesa.
Ordunque, datemi quello ca mi aspetta ed io godrommi il dovuto. Ma vi prego, Sire, io promisi a questo povero disgraziato villico (SANCIO)
Il governo di un pezzo di terra con annesso castello, casamenti e sudditi ossequiosi, in cambio della sua fedeltà.
Fatene ch’io mantenga!

RE ORAZIO
E sia!

SANCIO
E allora sono: per il mio patroni mezzo regno con annessa damigella
in sposa; per me un coverno da covernari, e se ci aggiungete, o Divino Grassottello, anche una donzella da maritare, io non disdegno, quarmenti anch’io sono nutrito da istinti bestiali como a Vossignoria
e como tutti l’omini di formato naturali!

RE ORAZIO
Le vostre richieste, o Sancio, mi sembrano duopo e non fecero grinza alcuna. AcciocchèNoi, Orazio il grassottello, esaudirovvi nel totale, ca non mi costa nenti, e di complessa gratitudo riempirovvi; ca non mi costa nemmanco.
Suonino le trombe, rompino gli ormeggi e sia introdotta a cospetto la promessa sposa del valoroso girgentano!

MUSICA – PRECEDUTA DAI CORTIGIANI ENTRA NUNNA VESTITA E TRUCCATA DA DULCINEA. UN VELO SUL VISO LA RENDE IRRICONOSCIBILE. DON CHISCIOTTO S’INGINOCCHIA.

DON CHISCIOTTO
O fiore del mio giardino

NUNNA-DULCINEA
O conducente!

DON CHISCIOTTO
O ninnolo

NUNNA-DULCINEA
O spericolato!

DON CHISCIOTTO
(A RE ORAZIO) Grazie, Maestà, per averla nutrita a volontà.
L’ultima volta che la vidi soffriva di magrezza ed ora gioisce in carne!

SANCIO
O carne!

NUNNA-DULCINEA
O gelsomino.

DON CHISCIOTTO
O brezza!

SANCIO
O comu mi sento male…

NUNNA-DULCINEA
O mio Romeo.

DON CHISCIOTTO
O mia Romea!

NUNNA-DULCINEA
Orfeo.

DON CHISCIOTTO
Orfea!

NUNNA-DULCINEA
Paolo!

DON CHISCIOTTO
Paola!!! (AL RE) Maestà, è proprio lei! Lei, La mia amata!!

RE ORAZIO
Bene! Datasi la maturità al punto giusto dei due colombelli, datosi il valori strinseco e inconfutaboli del Cavaliere e datasi la virginità prelibata della donzella, io, Orazio il grassottello, con i poteri conferitigli, dichiaro aperta la situazioni matrimoniali!
Si dia precipizio alle nozze!

CORO
Viva gli sposi! Evviva! Evviva!

MUSICA – I CORISTI, MENTRE CANTANO, VESTONO
NUNNA-DULCINEA DA SPOSA E FRA’ NESPOLA DA CARDINALE.

CORO
Hannu vagatu pi monti e pi valli
tanto hanno fatto ca si son trovati

L’amuri quannu è amuri veni a galla
ca non conosci ostacoli e fermati

Hannu vagatu pi monti e pi valli
tanto hanno fatto ca si son trovati

FINITO IL CANTO E’ TUTTO PRONTO PER LA CERIMONIA.

FRA’ NESPOLA
Dulcinea di Joppolo,
vuoi tu prendere come tuo legittimo sposo
il quì presenti Don Chisciotto di Girgenti
secondo il rito eccetra eccetra, servirlo, accutirlo, soddisparlo, concupirlo, finchè il suddetto non perisca di morti accidentali in quarchi duello dal medesimo stesso provocato?

NUNNA- DULCINEA
(URLANDO) Siiii!!! Lo voglio! Con tutti i miei visceri!!!

LA RISPOSTA DI NUNNA- DULCINEA E’ TALMENTE “FUORI DAL PERSONAGGIO” DA INSOSPETTIRE DON CHISCIOTTO SULLA IDENTITA’ DELLA FUTURA SPOSA.

DON CHISCIOTTO
(FERMA LA CERIMONIA E SI RIVOLGE A RE ORAZIO)
Maestà, questo Errante, nella sua magnanimità e a dimostrazioni ca vive, erra, pugna e mette in periglio la propria di lui vita a servizio del prossimo, facendosi opera di penitenza e flagellazioni personali, rinuncia, dico rinuncia,alla mano della bellissima Dulcinea di Joppolo e la elargisce al suo fedelissimo scutiero Sancio Panza!
Sancio, la bella Dulcinea di Joppolo, io te la elargisco!

NUNNA-DULCINEA
(INCREDULA) Maestà?!

SANCIO
(A DON CHISCIOTTO) non fia mai!
Non posso permettiri ca voi, mio patrono e signoro, facito cotestoe immondo sacrifizio!
Patrone, Dulcinea di Joppolo, vi aspetta di diritto! Concupitevela voi!!!

RE ORAZIO
A Sancio destinai villica donzella sua pari.
Il grande Don Chisciotto sposerà Dulcinea di Joppolo, perchè così è scritto e la scrittura non si discute!

NUNNA-DULCINEA
O mio buon Re!

TUTTI
Evviva gli sposi! Evviva! Evviva!

DON CHISCIOTTO
(A NUNNA-DULCINEA) Alza il tuo sipario velato, o dama, ch’io possa rimirar le tue beltà!

NUNNA-DULCINEA
(INCANTATA ALZA IL VELO) O cosciotto di pollo in salsa verde!

DON CHISCIOTTO
O fellona! O traditricia!
Sancio, a me un dardo,una scimitarra!

SANCIO
Non ci sono armi, mio prode!

DON CHISCIOTTO
Allora ascoltate tutti!: Datasi la quale e datasi la perniciosa situazioni, contravvenendo a qualsivoglia legge di cavalleria, ebben… io fuggo!!!

MUSICA – I CORTIGIANI TENTANO DI FERMARE DON CHISCIOTTO E SANCIO – NE VIENE FUORI UNA BUFFA SCHERMAGLIA – ALLA FINE I DUE RIESCONO A FUGGIRE.
SI RITROVANO FUORI IN APERTA CAMPAGNA.

SANCIO
Perchè non ce ne và bene una, eccellenza?
Turlupinati da tutta la città di Girgenti che si mise d’accordo per farci questo bello presenti, Sono queste le grandi avventure?

DON CHISCIOTTO
Per li grandi avventure bisogna sapere volari, Sancio.
Staccarisi di terra, spezzari quarsivoglia tipo di ormeggiamento e con la fantasia sfondare mondi meravigliosi, ca solo pochi eletti possono sfondare!

SANCIO
Stati parlanno del Paradiso, eccellenza?

DON CHISCIOTTO
No, Sancio. Ma è qualcosa ca ci assimiglia molto: il sogno!

SANCIO
Allura insegnatemi, Maestro, insegnatemi a sognare!

DON CHISCIOTTO
Si, Sancio, t’insegnerò a sognare… a sognare……..

(CANTA)
Sognare si, sognare a tempo pieno
volare in alto con la fantasia
verso un cielo azzurrissimo, sereno
armati di sana follia.

Quello ca questo mondo “passa”
non m’interessa, non mi và
perchè io cerco solamente, in fondo
il senso della libertà.

Sognare si, sognare a tempo pieno
volare in alto con la fantasia
verso un cielo azzurrissimo, sereno
armati di sana follia.

Terre senza barriere nè confini
lontani dalla realtà
abbandonarsi come bambini
fuggire la seriosità.

DON CHISCIOTTO E SANCIO
Sognare si, sognare a tempo pieno
volare in alto con la fantasia
verso un cielo azzurrissimo, sereno
armati di sana follia.

DON CHISCIOTTO
Ed ora fai mome me, Sancio: pensa intensamente ad un regno meraviglioso, dove un Ree una Regina meravigliosi
ci accolgono con tanti onori!
Ecco… lo vedo! vedo il Re! Tu lo vedi, Sancio?

SANCIO
Non vedo niente, eccellenza!

DON CHISCIOTTO
Guarda bene, Sancio: Il Re ha una corona tempestata di zaffiri e la Regina una corona di diamanti! Guarda, Sancio, guarda!!

SANCIO
Ancora niente, eccellenza, niente… un momento… li vedo, si!…il Re e la Regina e intorno a loro i cortigiani che danzano… è meraviglioso…
Il Re ha un mantello azzurro…

DON CHISCIOTTO
Li vedi, Sancio, li vedi?

SANCIO
(URLANDO) Si, li vedo… li vedo!!!

DON CHISCIOTTO
Urla più forte, Sancio, e li vedrai più chiaramente!
E vedrai anche la mia Dulcinea ch’è figlia del Re. E mi attende per maritarmi! E mi tende le braccia!!… Urla, Sancio, urla!!!

MUSICA – SI COMPONE UN REGNO FANTASTICO. I DUE RIVIVONO LA STORIA DEL REGNO FASULLO DI ORAZIO IL GRASSOTTELLO IN UNA DIMENZIONE DA SOGNO: SONO AL CENTRO DELLE PIU’ GRANDI ATTENZIONI DA PARTE DI TUTTA LA CORTE.
PRECEDUTA DALLE CORTIGIANE CHE DANZANO ENTRA DULCINEA VESTITA DA SPOSA. I DUE AMANTI SI PRENDONO PER MANO E VANNO VERSO IL RE CHE LI UNISCE IN MATRIMONIO. GRANDE FESTA, ALLA FINE DELLA QUALE TUTTO E TUTTI MAN MANO SPARISCONO.
DON CHISCIOTTO E SANCIO SI RITROVANO ANCORA SOLI.

DON CHISCIOTTO
“Como ti persi, dulcinea diletta como sparisti, ahimè, di l’occhi mei.
Quale loco t’accoglie e ti ricetta’
Forse t’hanno rubata, ahimè, gli Dei.
Stare con lei mi venga dato in sorte
veni subito a mia, fà presto o morte!”

SANCIO
Non v’abbiliti così, mio Principi, il vostro libro non dici cosi giusti, ca Don Chisciotti la morti la schifìa e voi la doveti schifiari!
Capiscio ca non ci nni và una giusta. Ca semu morti di fami e costretti ad ambulari coi piedi,ca io ci aveva diritto ad un asino e non mi l’aviti dato, ca voi avivavo un cavallo scarcagnato, ca era meglio di nenti, e vi l’avete perso pi la strada.
Capisco puro ca tutta l’erranteria si ha risorto nel circondario girgentano ca và da Joppolo a Bonamoroni.
Capiscio puro ca la castellana ca stati circanno non arriniscite
a trovarla.
Capiscio tutto, ma disiari la morte, no! Non lo capiscio!
La morti, il più tardi possiboli!

ENTRA IN SCENA IL CAVALIERE DEL BOSCO: E’ DON CORNELIO,
IL MEDICO DEI PAZZI, MASCHERATO.

(DON CORNELIO)
IL CAVALIERE DEL BOSCO
La morti arriva inaspettata e infatti eccomi quà! (A SANCIO) Tu, cosa piccola, inutili, senza significazioni, perirai sotto i corpi della mia lancia!

SANCIO
Cavaliere, ci fù errori! Perchè vi rivorgete a mia, ca al solo pensiero di un duello mi veni un tremori indescriviboli.
Io parlava per bocca del mio Signori e patroni, il quì presenti Don Chisciotto di Girgenti.

IL CAVALIERE DEL BOSCO
Ah, siete voi il famoso Don Chisciotto di Girgenti! O per meglio dire, lo fuste!

DON CHISCIOTTO
Ma donde arrivi tu, o borioso e arioso, ca osi sfastidiare me e lo mio scutiero e minacciare eccidi?
Chi sei tu, marrano indissoluboli e precoci armato di spavalda spocchieria?
Vieni meco a coniugar le armi, se hai coraggio!
Ca quanto è vero Iddio, ti stramazzo esanime su questo pavimento erboso e ti ci pesto coi piedi como si fà con l’uva per far mosto.
Vattinne al largo, o perirotti tosto!!!

IL CAVALIERE DEL BOSCO
E’ giunta la tua ora, Don Chisciotto!

DON CHISCIOTTO
Ma sarà giunta la tua, laido figuro!
E pria ti toglierai quella maschera, pria avrò la soddispazione di sputacchiarti l’occhio!

IL CAVALIERE DEL BOSCO
M’avite offeso!

DON CHISCIOTTO
E offennitevi, offennitevi. Sai che me ne cale!

IL CAVALIERE DEL BOSCO
Vi abbatterò, Don Chisciotto, e miei saranno titolo e scutiero!

SANCIO
Ma che scutiero e scutiero!! Giammai!

IL CAVALIERE DEL BOSCO
A noi due dunque!

DON CHISCIOTTO
A noi!

COSì DICENDO INIZIANO UN ESTENUANTE COMBATTIMENTO, ALLA FINE DEL QUALE IL CAVALIERE DEL BOSCO HA LA MEGLIO.
DON CHISCIOTTO STRAMAZZA A TERRA IN FIN DI VITA.

DON CHISCIOTTO
togliti la maschera, marrano, ch’io possa vedere in viso chi mi defunse..

IL CAVALIERE DEL BOSCO SI TOGLIE LA MASCHERA.

DON CHISCIOTTO E SANCIO
Don Cornelio! Il medico dei pazzi!

DON CHISCIOTTO
Perchè l’avete fatto, Don Cornelio? Perchè farmi fuggire, per poi accopparmi?

DON CORNELIO
per la vostra pazzia: ebbene, io l’amo! E me la prendo!

STA’ PER ANDARE VIA, DON CHISCIOTTO LO FERMA.

DON CHISCIOTTO
Un momento! Prendete il mio libro: vi appartiene!

DON CORNELIO
Tenetevelo pure il vostro libro: non c’è scritto che io, il cavaliere del bosco, mi sarei sostituito al grande Don Chisciotto di Girgenti per continuare le gesta degli Erranti. Quel libro è una cosa scritta: limita la fantasia! La mia storia, caro Don Chisciotto, me la scriverò da se! Addio!! (VA VIA)

DON CHISCIOTTO
Sancio, avvicinati…. quanti pazzi… dimmi la verità: sono pazzo io?
O lo fui?

SANCIO
Ma quale pazzo, eccellenza. Nè lo siete, nè lo fuste. E neanche Don Cornelio è pazzo, no.
Pazzi sono quelli che ragionano e il loro ragionamento se lo tengono dentro: voi non ragionate proprio, nè fuori, nè dentro.
Pazzi sono quelli che lavorano: che mungiono le pecore e si bevono il latte, che seminano i cavoli e si mangiano i cavoli.
E poi ricominciano: mungiono le pecore e si fanno il formaggio. E si mangiano il formaggio.
Piantano i carciofi e si mangiano i carciofi.
Che è vita questa?
Noi, è vero, avemo patuto la fame, ma siamo stati felici. Voi, eccellenza, m’avite insegnato ca con la fantasia si può fare tutto ed è bellissimo….. Eccellenza…. non morite, eccellenza…. non mi lasciati solo.

DA LONTANO APPARE DULCINEA ISOLATA DA UNA LUCE.

DULCINEA
Virgulto.

DON CHISCIOTTO
Chimera…

SANCIO
Che diti eccellenza?…..

DULCINEA
Fiorellino

DON CHISCIOTTO
Rifugio…

SANCIO
Eccellenza, stati dicenno cosi senza senso: non vi arricanoscio cchiù!
Sta proprio mali sta.

DULCINEA
Bocciolo.

DON CHISCIOTTO
Margherita…

DULCINEA
Divino.

DON CHISCIOTTO
Illustre…

SANCIO
(COMMOSSO) No, eccellenza, non merito tanto.

DULCINEA
Letizia.

DON CHISCIOTTO
Amore…

SANCIO
Eccellenza, mi pari a mia ca stamo esageranno!

DULCINEA
Addio, vita mia! (SPARISCE)

DON CHISCIOTTO
Addio….. (MUORE)

SANCIO
Eccellenza…. eccellenza……. è…. è morto!!!
Giuvaaaaaaaa!!
Ah comu ti finì…. comu ti finì….
Com’era bello e intelligente… e curaggiusu… e com’era allittratu… comu parlava finu…
Cognato affaboli e rispettusu ca non ci nn’è.
Patri di famiglia… ca non ci nn’è
Maritu… ca non ci nn’è
non ci nn’è, non ci nn’è
comu a iddu non ci nn’è!
Ti ricordi, Giuvà,quanno eravamo piccoli, ca a te ti piaceva mia sorella e io ero geloso?
Quant’eri bello, giuvà. E mia sorella, quant’era brutta, Giuvà! E ti ricordi, Giuvà, ca tu non te la volevi sposare? Io ti minacciai col coltello, Giuvà! E tu te la sposasti, giuvà.
Quant’eri fesso, Giuvà!
Ora ca non ci sei più, io capiscio di quanto bene ti voglio, Giuvà. E ca appresso a tia avissi arrivatu puro in capo al mondo, Giuvà.

(CANTA PIANGENDO) E comu si li cuglieru li beddi pira!

CORO
(IN LONTANANZA) Tirollallà

SANCIO
E comu ci acchianaru senza scala

CORO
Tirotirollallà

TUTTI I PERSONAGGI ENTRANO IN SCENA A GRUPPETTI. RE ORAZIO CON LA CORTE. IL DIAVOLO. FRA’ NESPOLA. DULCINEA.
IL CAVALIERE DEL BOSCO. IN UNA SORTA DI CANTO FUNEBRE IN NETTO CONTRASTO COL TESTO.

SANCIO
All’acchianari ci appiru furtuna

TUTTI
Tirollallà

SANCIO
A lu scinniri si stuccà ‘na rama

TUTTI
Tirotirollallà
E nun ti mariti no
e nun ti mariti no
e nun ti mariti no
schetta ha ristari tirollallà.

IL CANTO CONTINUA SU QUESTO TONO. ALLA FINE IRROMPE IN SCENA NUNNA. VA’ DA DON CHISCIOTTO, GLI DA’ DUE SCHIAFFETTI, COME A SVEGLIARLO E LO TIRA SU’ TRA LO STUPORE GENERALE. GLI TOGLIE L’ARMATURA E NE GETTA I PEZZI LONTANO.

NUNNA
Giuvà, sveglia, sveglia!! a lavorari, sfaticatu!
A casa, a casa! E pure voi tutti, a casa!

GIOVANNINO
(SVEGLIANDOSI) Dove sono? (VEDE LA MOGLIE)
Nunna…. amore!!!

NUNNA
Chi sunnu sti comprimenti davanti a tutti, Giuvà.
Lo sai ca mi vergogno? ca sugnu vergognosa?
A casa, a casa, mi lo dici a casa.

GIOVANNINO
Si, a casa, a casa…..

NUNNA
(AL FRATELLO) E tu Pepè, vai a usciri il vino di la botti, ca stasera dobbiamo fari festa, ca siete tutti invitati!

TUTTI
Ebbiva! ebbiva!

MUSICA. I PERSONAGGI SI SPOGLIANO DEI LORO COSTUMI MENTRE ESCONO LENTAMENTE DI SCENA.

CORO
Ritornamo a girgenti
tornamo a Girgenti…… ecc……ecc…………

SIPARIO

123