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1 Marzo 2021

Mariah Carey – biografia

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Mariah Carey (Huntington, 27 marzo 1970) è una cantante, attrice e produttrice discografica statunitense. Molto popolare negli anni novanta, dopo qualche anno di crisi coincisa con l’inizio del nuovo millennio è tornata al grande successo nel 2005 con il secondo album pubblicato per la sua terza casa discografica, con cui ha superato il primato di singoli Numero Uno in classifica detenuto da Elvis Presley, ma non quello dei Beatles che contano 20 hit al primo posto (con l’ultimissimo singolo del 2008, inoltre, le sue numero uno si sono estese a 18).

La sua musica è ispirata da rhythm and blues, pop, gospel ed hip hop.

Mariah Carey è terzogenita di Patricia Hickey, cantante lirica di origini irlandesi, e di Alfred Roy Carey, ingegnere aerospaziale afroamericano originario del Venezuela. Il suo nome deriva dalla canzone “(And They Call the Wind) Mariah”, dal musical Paint Your Wagon. Non ha nessun secondo nome. Carey ha una sorella di nome Alison e un fratello di nome Morgan, che hanno entrambi circa dieci anni più di lei.

Trattandosi di una famiglia multietnica, i Carey si sono trovati alle prese con calunnie razziali, avversità e a volte perfino ad episodi di violenza (croci bruciate in giardino, cani avvelenati, la loro macchina viene fatta esplodere e un colpo di arma da fuoco viene sparato in cucina durante l’ora di pranzo). Di conseguenza furono costretti a trasferirsi in varie zone dello stato di New York. Le tensioni contro i Carey indussero i genitori di Mariah a divorziare, quando lei aveva appena tre anni.

Carey ha avuto pochi contatti con suo padre, mentre la madre intraprese parecchi lavori per sostenere la famiglia. Iniziò a cantare a tre anni, istruita dalla madre Patricia; quest’ultima divenne la sua maestra di canto, dopo che la piccola l’aveva imitata nel cantare in italiano una celebre opera di Giuseppe Verdi, Rigoletto. Carey si esibì per la prima volta in pubblico alle elementari, ed iniziò a scrivere canzoni proprie alle medie. Mariah si diplomò alla Harborfields High School a Greenlawn (New York), anche se era spesso assente perché impegnata a registrare demo in alcuni studi di registrazione locali. La sua fama nella scena musicale di Long Island le diede l’opportunità di lavorare con musicisti come Gavin Christopher e Ben Margulies, con cui scrisse materiale per il suo demo. Dopo essersi trasferita a New York, Carey cominciò a fare numerosi lavori saltuari per pagarsi l’affitto e completare 500 ore di scuola di bellezza. Alla fine diventò cantante di supporto per la portoricana Brenda K. Starr.

Nel 1988 Carey incontrò ad una festa il capo della Columbia Records Tommy Mottola, e Brenda Starr le consegnò il demo della collega. Mottola ascoltò il nastro, e apprezzò le canzoni. Cercò di rintracciare Mariah, ma lei se n’era già andata. Tuttavia Mottola la rintracciò e la convinse a firmare un contratto.

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Carey fu coautrice di molti brani del suo debutto omonimo, pubblicato nel 1990, e avrebbe continuato a scrivere molte altre canzoni per i lavori successivi. Non nascose l’insoddisfazione con i produttori Ric Wake e Rhett Lawrence, con cui i dirigenti della Columbia avevano collaborato per la promozione commerciale dell’album. Il disco debuttò alla numero 13 negli USA arrivando successivamente alla numero 1 della classifica di Billboard, dove rimase per 11 settimane. Divenne un successo commerciale con 12 milioni di copie vendute nel mondo e 9 milioni solo negli USA, tutti i 4 singoli estratti dall’album, “Vision Of Love”, “Love Takes Time”, “Someday” ed “I Don’t Wanna Cry”, raggiunsero la numero 1 negli USA. La cantante divenne da subito una delle più celebri negli Stati Uniti. I critici stimarono molto l’album, e Mariah vinse due Grammy Awards come miglior artista esordiente e miglior cantante pop femminile, grazie al singolo d’esordio “Vision of Love”.

Nel 1991 pubblica il suo secondo disco: Emotions, album dedicato alla Motown ed ai suoi artisti soul, con lei collaborarono Walter Afanasieff e il gruppo dance C&C Music Factory. Il disco non fu, però, molto apprezzato dai critici,; Rolling Stone lo considerava “troppo identico al primo album, e con materiale meno interessante … canzoni d’amore molto pop e cantate con poca esperienza. Nonostante le critiche negative l’album fu comunque un buon successo, anche se non paragonabile al precedente disco, raggiungendo la numero 4 negli USA e vendendo 7 milioni di copie nel mondo e 4 milioni negli States. Il primo singolo “Emotions” la rese l’unica cantante ad avere piazzato i suoi primi cinque singoli al primo posto nella classifica di Billboard, i due successivi singoli “Can’t Let Go” e “Make It Happen” raggiunsero rispettivamente il secondo ed il quinto posto negli USA. La Carey cominciò quindi a produrre in proprio le sue canzoni, e a partire da Emotions fu anche produttrice di quasi tutto il suo materiale. “Non volevo creare Emotions perché fosse una visione di me da parte di qualcun altro,” disse. “Qui c’è molto di più di me su questo album.”. Inoltre iniziò a scrivere e produrre canzoni di altri artisti, tra cui Penny Ford and Daryl Hall. Anche se si esibiva occasionalmente dal vivo, il timore di esibirsi in concerto impedì alla Carey di partire per grandi tour. La sua prima apparizione in concerto vi fu nel programma televisivo MTV Unplugged, nel 1992. Oltre alle versioni acustiche di alcune sue prime canzoni, Mariah Carey eseguì dal vivo anche una cover dei The Jackson 5, “I’ll be There”, insieme a Trey Lorenz. Pubblicato come singolo, questo duetto arrivò al primo posto in classifica negli Stati Uniti e permise a Lorenz di firmare per la Columbia Records, oltre che di lavorare con la Carey alla produzione del suo primo album. Grazie ai giudizi fortemente positivi sulla performance per Unplugged, le canzoni di quel concerto furono poi registrate per l’EP MTV Unplugged, che Entertainment Weekly ritenne “il lavoro più riuscito che Mariah avesse mai realizzato … “, ed aggiunse: “Che l’abbia aiutata ad emergere davvero?”. Il disco raggiunse la numero 3 negli USA e vendette 6 milioni di copie nel mondo e 3 milioni negli USA, una cifra record per un album live.

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Carey, legata sentimentalmente a Tommy Mottola sin dai tempi delle prime registrazioni, lo sposò nel giugno del 1993. Babyface fu chiamato per la realizzazione di Music Box, il terzo album di Mariah, pubblicato alla fine dello stesso anno. I primi due singoli, “Dreamlover” e “Hero”, raggiunsero la vetta negli USA, mentre il terzo singolo, la cover dei Badfinger “Without You”, raggiunse la numero uno in Gran Bretagna, divenendo la prima hit internazionale della Carey. La rivista Billboard considerò il disco “un lavoro che buca il cuore … senza dubbio il più peculiare tra quelli della Carey, con una voce in naturale armonia con le canzoni”, ma TIME si lamentò del tentativo della cantante di creare qualcosa di più maturo: “Music Box sembra superficiale e quasi senza passione … Carey avrebbe potuto essere una maestra di pop-soul, e invece è ancora rimasta una mediocre in stile Salieri”. Quando molti critici avevano previsto la data del Music Box Tour, la Carey disse, “Quando più presto hai un grande successo, molta gente non lo ammira. Non posso farci nulla. Tutto quello che posso fare è creare musica in cui credo.”. La ballata con influenze gospel “Anytime You Need A Friend” fu l’ultimo singolo tratto dall’album, nonché il primo della Carey a non raggiungere la top 5 americana (raggiunse solo la 12esima posizione).L’album debuttò alla numero 2 negli USA e 15 settimane più tardi raggiunse la vetta che mantenne per 8 settimane. Music Box è ancora oggi l’album di maggior successo della carriera di Mariah, ha infatti venduto oltre 28 milioni di copie in tutto il mondo e ben 10 milioni solo negli USA. Il disco ha inoltre segnato la definitiva consacrazione di Mariah in campo internazionale, raggiungendo la numero 1 in numerosi paesi Europei come Francia, Germania, Svizzera ed Austria. Prima di “Music Box” Mariah era già una superstar negli USA, in Canada, in Giappone e in Australia, ma in Europa (tranne che in Gran Bretagna) aveva ancora un seguito limitato.

Dopo un duetto con Luther Vandross per la cover di Lionel Richie e Diana Ross “Endless Love”, nel 1994 Carey pubblicò l’album Merry Christmas. Il disco conteneva “All I Want for Christmas Is You”.Negli anni seguenti emerse come una delle canzoni più celebri della cantante, ed ebbe estesa trasmissione radiofonica in Nord America. Merry Christmas ebbe risposte varie dalla critica: All Music Guide lo considerò “nient’altro che un prodotto zuccheroso … una lista di pretese da grande opera alla ‘O Holy Night’ ed orrida robetta danceclub che occhieggia a ‘Joy to the World'”. Nonostante le varie critiche, divenne l’album natalizio più venduto di sempre, vendendo 12 milioni di copie nel mondo e 5 milioni solo negli USA raggiungendo la numero 3 negli States, una cifra enorme un disco di cover natalizie, di solito destinato ai fan più sfegatati e che solitamente non ha grande impatto nelle classifiche.

Nel 1995 la Columbia Records diede alle stampe Daydream, che mescolava le influenze pop di Music Box con R&B moderno ed hip hop. Allora Mariah si rese conto del grande potenziale di successo, per i pezzi crossover, se si utilizzavano remix e miscele di differenti generi per ogni singolo. Un remix di “Fantasy”, singolo di lancio dell’album, fu eseguito insieme al rapper Ol’ Dirty Bastard. Carey disse che la Columbia aveva reagito in modo negativo alla sua svolta sonora. Tuttavia Daydream diventò il suo album più venduto negli USA, e i singoli estratti ebbero successi simili: “Fantasy” rese Mariah la prima cantante donna a debuttare alla numero uno negli Stati Uniti e ; “One Sweet Day” (con i Boyz II Men) rimase al primo posto delle classifiche statunitensi per 16 settimane, record assoluto per una cantante donna tutt’oggi imbattuto; “Always Be My Baby”, prodotta insieme a Jermaine Dupri, fu molto trasmessa in radio alla fine del 1996 e divenne la terza numero 1 consecutiva di Mariah negli USA. Daydream fu molto apprezzato dai critici, e il The New York Times lo considerò uno dei migliori album del 1995; Times scrisse che il disco “aveva raggiunto un elevato spessore nelle liriche … I testi della Carey avevano compiuto un passo avanti, erano diventati più rilassati, più sexy e meno convenzionali.”. “Forever”, “Underneath The Stars” ed “Open Arms”, gli altri singoli dall’album, non raggiunsero la vetta della classifica ma furono comunque grandi successi negli Stati Uniti e nel mondo. Tra il 1° ottobre 1995 e il 1° ottobre 1996, Mariah Carey rimase stabilmente alla vetta della Billboard Hot 100 per metà dell’anno (26 settimane su 52), con i singoli tratti da Daydream. Daydream vendette 20 milioni di copie in tutto il mondo e 11 milioni negli USA, diventando il primo album della Carey a debuttare alla numero 1 negli USA, rimanendo per 6 settimane in vetta;inoltre grazie a Daydream la Carey stabilì il nuovo record di copie vendute in una settimana negli States, vendendo 750.000 copie in una sola settimana, record che avrebbe mantenuto per 4 anni . Seguì il breve ma fortunato Daydream World Tour, che contribuì ad aumentare le vendite dell’album, che ottenne ben 6 nominations ai Grammy Awards ma non ne ottenne nemmeno uno.

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La Carey e Mottola si separarono nel 1996. Benché l’immagine pubblica del matrimonio apparisse tranquilla, la cantante spiegò che in realtà si sentiva intrappolata proprio dalla relazione con il manager. Annunciarono ufficialmente la loro separazione nel 1997, e il loro divorzio diventò definitivo un anno dopo. In seguito Carey ingaggiò un nuovo avvocato e un nuovo manager. In quel periodo riprese anche a produrre e scrivere canzoni per altri artisti, lavorando agli album d’esordio degli Allure e dei 7 Mile con l’etichetta Crave Records.

Nel 1997 uscì anche il suo quinto album Butterfly. Il singolo di lancio “Honey” si caratterizzò per un videoclip che presentava, per la prima volta, un’immagine molto sexy della cantante. Mariah sostenne che l’album segnasse l’inizio del suo pieno controllo sulle proprie produzioni musicali; inoltre con Butterfly si orientò sempre di più a sonorità R&B ed hip hop, con materiale scritto e prodotto insieme ai rapper P. Diddy e Missy Elliott, ma aggiunse: “Non credo che sia più di una svolta rispetto ai miei primi album … Non sto impazzendo, né tantomeno sto diventando una rapper. Personalmente quest’album è incentrato su tutto quello che avrei voluto fare davvero”. Le critica accolse l’album come uno dei migliori se non il migliore in assoluto della Carey : LAUNCHcast disse che Butterfly “aveva segnato un passo avanti per la musica di Mariah”. Los Angeles Times scrisse: “Butterfly è senz’altro il disco più personale e confidenziale della cantante … presto la sua timidezza potrebbe diventare solo un ricordo.”. L’album ottenne successo commerciale notevole, vendendo 14 milioni di copie nel mondo e 5 milioni negli USA, divenendo il quarto album della sua carriera a raggiungere la numero 1 negli USA ed il secondo a debuttare in vetta, Honey divenne la sua dodicesima numero 1 negli USA e segnò per lei il record per più singoli al primo posto delle classifiche USA per una cantante donna solista,il secondo singolo “Butterfly” ottenne delle ottime critiche, mentre il terzo singolo “My All” divenne la sua tredicesima numero 1 . All’epoca Carey lavorò anche al film Glitter, e scrisse anche canzoni per le colonne sonore di Men in Black (1997) e Il Grinch (2000).

Durante la produzione di Butterfly, Mariah si legò sentimentalmente a Derek Jeter, della squadra di baseball New York Yankees. La loro relazione terminò nel 1998, ed entrambi dissero di essersi lasciati perché attiravano troppo i media. Nello stesso anno fu pubblicata la raccolta #1’s, che includeva tutti i suoi singoli che avevano raggiunto la numero 1 negli USA fino ad allora. La Carey disse di aver registrato canzoni nuove per l’album per rispetto dei suoi fans, ed una di queste fu “When You Believe”, vincitrice di un Oscar e duetto con Whitney Houston per la colonna sonora de Il principe d’Egitto (1998). #1’s vendette oltre le aspettative,15 milioni di copie nel mondo e 5 milioni negli USA, ma alcune recensioni come ad esempio quella apparsa su NME, furono molto velenose. NME infatti definì Mariah “una cantante zuccherosa come in ‘Hero’, con messaggi abbastanza buonisti: se si lascia libera la propria mente da ogni pensiero intelligente e si battono le ciglia, si capisce che sono canzoni davvero “mielose” per ragazzine.”. All’epoca apparve anche nel programma televisivo di beneficenza VH1 Divas, assieme ad Aretha Franklin, Céline Dion, Gloria Estefan e Shania Twain.

La sua bellezza statuaria, la voce maestosa, la presenza scenica, la carriera piena di colpi di scena e il presunto comportamento da prima donna hanno ormai portato molti a considerarla una diva. L’atteggiamento percepito come egocentrico durante lo show non ha fatto che cementare questa reputazione. Un anno dopo iniziò una relazione con il cantante Luis Miguel.

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Nel 1999 uscì il suo sesto album Rainbow, che, come il precedente lavoro, era molto influenzato da R&B ed hip hop e prodotto in gran parte con Jimmy Jam e Terry Lewis. I primi due singoli “Heartbreaker” e “Thank God I Found You” raggiunsero il primo posto negli Stati Uniti, inoltre Heartbreaker rese la Carey l’unica artista ad avere almeno un singolo alla numero uno negli USA in ognuno degli anni novanta. Una cover di Phil Collins, “Against All Odds (Take a Look at Me Now)”, fu registrata con i Westlife e divenne la sua seconda numero 1 in Gran Bretagna. I media accolsero caldamente Rainbow, con il Sunday Herald che annunciava che l’album “vedeva lei che ondeggiava senza problemi tra ballate soul e collaborazioni con pesi massimi della black music, da Snoop Doggy Dogg ad Usher … Senz’altro è una collezione raffinata di pop-soul.”.

VIBE espresse commenti simili, scrivendo che “superava ogni limite artistico e che avrebbe guadagnato molta più stima”, Rainbow vendette 9 milioni di copie nel mondo e 3 milioni negli Stati Uniti dove raggiunse la numero 2, Rainbow divenne così il suo secondo album a non raggiungere la numero 1 negli USA e il suo album meno venduto negli USA fino a quel momento. Andò decisamente meglio in Europa specialmente in Francia e Germania. Quando il quarto singolo, la doppia a-side “Crybaby”/”Can’t Take That Away (Mariah’s Theme)”, divenne il primo singolo di Mariah a non entrare nella top 20 USA, la cantante accusò la Sony di non aver lavorato abbastanza per la promozione: “La mia situazione professionale non è delle migliori … Sto beccando un trattamento molto negativo da certi manager … “, scrisse sul suo sito ufficiale.

Dopo aver ricevuto il premio Billboard come “artista del decennio” e il World Music Award come “artista femminile del millennio”, la Carey rescisse il contratto con la Columbia Records e ne firmò un altro da 80 milioni di dollari con la Virgin Records. Nel luglio del 2001 molte fonti riportarono che la cantante fosse alle prese con l’esaurimento fisico ed emozionale. Sul suo sito ufficiale lasciò messaggi in cui si lamentava del proprio “superlavoro”, e che la sua relazione con Luis Miguel stesse terminando. Un anno dopo, ad un’intervista, Mariah rispose: “Ho a che fare con gente che non mi conosce sul serio, e non ho alcun assistente personale. Ho avuto interviste per tutta la giornata, e ho passato solo due ore della notte a dormire.”. Durante un’apparizione al programma di MTV Total Request Live, la Carey cominciò a distribuire ghiaccioli al pubblico e si spogliò. Alla fine del mese fu condotta in ospedale, e fu annunciato che non avrebbe preso parte ad apparizioni pubbliche per qualche tempo.

I critici stroncarono Glitter, film semiautobiografico sulla cantante, che fallì anche al botteghino. Anche l’album dello stesso titolo, ispirato dalla musica degli anni ottanta, ebbe risultati molto negativi negli USA, Glitter debuttò alla numero 7 e rimase in top 20 appena due settimane, andò un po’ meglio in Europa e in Giappone, dove comunque le vendite non furono paragonabili a quelle dei suoi precedenti lavori. Complessivamente, ha venduto 3 milioni e mezzo di copie nel mondo e appena 1 milione negli USA ed è nettamente l’album di minor successo della sua carriera. Anche i critici stroncarono l’album: il St. Louis Post-Dispatch lo accusò di essere “un caos sonoro che macchierà la sua carriera, seppur così fortunata”, mentre Blender disse: “Dopo anni a fare le fusa per le radio, la Carey ha perso spessore.” “Loverboy” raggiunse il numero due della Hot 100, nonostante passaggi radiofonici molto bassi, probabilmente grazie al prezzo ridotto, appena 99 centesimi, ma gli altri due singoli, “Never Too Far” e “Don’t Stop (Funkin’ 4 Jamaica)”, non riuscirono neppure ad entrare nella Hot 100, era la prima volta che un suo singolo non entrava nella classifica USA.
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Sùbito dopo Glitter, la Columbia pubblicò Greatest Hits, che ottenne dei discreti dati di vendita, nonostante non contenesse alcun inedito, vendendo 500mila copie nel mondo e 100 mila negli USA. All’inizio del 2002, la Virgin liquidò il contratto con la Carey per 28 milioni di dollari, danneggiando la sua pubblicità. La cantante disse che il suo tempo con la Virgin era stato “uno stress totale… Ho fatto una decisione immediata e basata sui soldi, cosa che non avevo mai fatto prima. Mi è servito un bel po’ di lezione.”.Nello stesso anno, firmò per 20 milioni di dollari con la Island Records e fondò l’etichetta MonarC. In quel periodo, giunse però anche un duro colpo: suo padre, con cui aveva avuto pochi contatti, morì di cancro.

Dopo un’apparizione nel film WiseGirls, la Carey pubblicò Charmbracelet.Il disco debuttò alla numero 3 negli USA, ma dopo appena 3 settimane uscì dalla Top 20, complessivamente ha venduto 4 milioni di copie nel mondo e 1 milione e mezzo negli USA, dati di vendita discreti, superiori a quelli di “Glitter”, ma i tempi in cui Mariah scalava le classifiche di tutto il mondo e stabiliva un record dietro l’altro sembravano ormai finiti. Le critiche furono decisamente negative, e non pochi giudicarono l’album il peggiore della sua carriera: il Boston Globe considerò l’album “il peggiore della sua carriera, con una voce non più capace di grandi acuti o di melodie leggere”. Rolling Stone commentò: “Carey ha bisogno di canzoni audaci che la aiutino ad usare ancora il suo classico stile. Charmbracelet sembra una scia di colori ad acquerello che si alterano in una pozza di fango.” “Through the Rain” fallì nelle classifiche e nelle radio pop, non riuscendo a raggiungere la Top 40. L’album includeva altri due singoli, “Boy (I Need You)”, in collaborazione con il rapper Cam’ron, e la cover dei Def Leppard “Bringin’ on the Heartbreak”, ma entrambi non entrarono nemmeno nella Top 100.

“I Know What You Want”, singolo del 2003 di Busta Rhymes, eseguito insieme alla Carey, ebbe risultati in classifica decisamente migliori, raggiungendo la numero 3 negli USA. In séguito, la Columbia lo incluse nella raccolta The Remixes. All’epoca prese il via il Charmbracelet World Tour, e Mariah ricevette il World Music Chopard Diamond Award per aver venduto più di 100 milioni di dischi in tutto il mondo. Le recensioni furono generalmente positive, sebbene la stampa spesso si concentrasse piuttosto sul nutrito entourage della Carey, le tante valigie, i capricci negli hotel e nei camerini, ed altri atteggiamenti da diva.

Nel 2004, collaborò con Jadakiss per il singolo “U Make Me Wanna”. A novembre, la nuova canzone “Say Somethin'”, in cui collaborarono i rapper Snoop Dogg e Pharrell, venne diffusa in anticipo su Internet, ma incontrò una tiepida accoglienza. Anche un’altra produzione dei Neptunes, “To The Floor” (dapprima intitolata “Tonight”), in collaborazione con il rapper Nelly, fu diffusa via Internet prima della pubblicazione ufficiale. La notte dell’ultimo dell’anno, la Carey presentò in anteprima il nuovo disco, prodotto da Jermaine Dupri, all’inaugurazione del Pure Club, a Las Vegas. La canzone “It’s Like That” ebbe una risposta positiva e segnò il ritorno di Mariah nella Top 20 americana, dopo 4 anni di assenza, raggiungendo la numero 16. I media salutarono la canzone come un ritorno trionfale per la Carey. Billboard scrisse: “Dopo anni di singoli sottotono, Mariah Carey ritorna finalmente con un gran pezzo…”, e lo inserì nella lista dei migliori della settimana. Anche la vecchia “All I Want for Christmas Is You” diede alla Carey una presenza significativa nelle radio, verso la fine dell’anno, tra le molte stazioni con programmazioni esclusive di musiche natalizie. Ciò fu dovuto probabilmente al fatto che la canzone fu inclusa nella colonna sonora del film britannico Love Actually, un successo al botteghino, uscito alla fine del 2003.

Il decimo album in studio della cantante, The Emancipation of Mimi, è stato pubblicato nel 2005 e contiene collaborazioni con produttori come The Neptunes, Kanye West e lo storico produttore Jermaine Dupri. La Carey disse che era “molto simile ad una registrazione festaiola … una trafila di makeup e pronti ad uscire … volevo fare un disco che riflettesse tutto questo.”. The Emancipation of Mimi ha segnato il ritorno di Mariah nell’ Olimpo del pop. Ha debuttato alla numero 1 negli USA (non accadeva dai tempi di Butterfly) rimanendo 2 settimane in vetta, vendendo 10 milioni di copie nel mondo e 6 milioni negli USA, dove è stato l’album più venduto del 2005, ha inoltre vinto il Grammy Award come miglior album R&B moderno ed è stato molto apprezzato dalla critica; The Guardian lo definì “figo, ben costruito e molto urban … supera anche certe sue prime performance”. Il secondo singolo estratto, “We Belong Together”,segnò il ritorno di Mariah alla numero 1 degli USA a 5 anni di distanza da “Thank God I Found You”, è rimasto alla numero 1 in classifica per 14 settimane ed è stato il singolo di maggior successo del 2005 negli USA, mentre “Shake It Off” ha reso la Carey l’unica artista femminile ad occupare nella stessa settimana le prime due posizioni della classifica di Billboard. Il 2 luglio dello stesso anno ha partecipato al Live 8.

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Ad aprile 2005 Mariah Carey ha guadagnato una fortuna stimata sui 225 milioni di dollari da diritti sulle vendite e tour.

“Don’t Forget About Us” è diventato il suo diciassettesimo numero 1 negli USA; così Carey è diventata, insieme ad Elvis Presley, l’artista solista, ad aver piazzato il maggior numero di singoli alla prima posizione nella classifica di Billboard, ed entrambi sono secondi solo ai Beatles.

Ai Grammy Awards del 2006, la Carey è ritenuta la grande favorita, avendo ricevuto ben 8 nominations, ne vincerà 3 (miglior album R&B (The Emancipation of Mimi), miglior canzone R&B (“We Belong Together”) e miglior performance vocale femminile R&B (“We Belong Together”)) ma in categorie minori, infatti i premi le sono stati assegnati prima dello show e non in diretta mondiale. In ogni caso, la Carey si è riscattata con un’ applauditissima performance live durante lo show.

E=MC², il nuovo album, l’11° di studio, della Carey, esce in data 11 aprile 2008 in Italia, il 15 dello stesso mese negli USA E=MC², la cui formula, oltre a riprendere chiaramente quella di Albert Einstein, sta per «Emancipazione = Mariah Carey al quadrato», in pratica la continuazione di The Emancipation of Mimi.Il primo singolo estratto dall’album, “Touch My Body”, è uscito prima in distribuzione Internet e poi nei negozi come normale CD singolo. Il brano, scritto e prodotto dalla stessa Mariah Carey, C “Tricky” Stewart e The-Dream, è stato lanciato in tutte le radio nel mondo il 12 febbraio, Il video di “Touch My Body” è stato diretto dal regista Brett Ratner, anch’esso è entrato sùbito in circolazione via Internet – il testo del pezzo, d’altronde, cita espressamente, nei bridge, per 2 volte, proprio il termine «YouTube». In aggiunta a C. “Tricky” Stewart e The-Dream, altri produttori hanno collaborato al nuovo album, tra cui Jermaine Dupri, DJ Toomp, Stargate, Will I Am, Bryan Michael Cox, Nate “Danjahandz” Colline e James Poyser. Il lavoro è prodotto dalla stessa Mariah Carey e Antonio “LA” Reid, presidente della Island Def Jam Music Group.Con “Touch My Body”, Mariah è riuscita ad ottenere la sua diciottesima Numero Uno negli USA, superando addirittura il record di Elvis Presley. Anche l’album è entrato direttamente alla prima posizione, sia in America, sia mondiale. Negli U.S.A è rimasto due settimane al top e nella prima settimana ha venduto 463.000 copie.In seguito a Touch My Body sono usciti altri tre singoli, corredati da un video ciascuno: Bye Bye (19°), I’ll Be Lovin’ U Long Time (58° posizione), e I Stay In Love.

Il 30 aprile 2008, Mariah Carey ha sposato il cantante rap e attore Nick Cannon, in un matrimonio celebratosi alle Bahamas. Poco dopo il primo estratto, è uscito il secondo singolo da E=MC², la ballata “Bye Bye”, il cui toccante testo è dedicato al padre da poco scomparso. A “Bye Bye” ha fatto séguito il terzo estratto dal nuovo album, I’ll Be Lovin’ You Long Time, accompagnata da un videoclip piuttosto sexy, che vede Mariah in splendida forma fisica, stretta in un succinto bikini, abbronzata e immersa nell’acqua di una suggestiva location tropicale. A fine agosto 2008 viene leakkata la canzone “Just Stand Up”, una canzone per raccogliere fondi e donarli alle ricerche contro il cancro. Alla canzone partecipano altre 14 cantanti R&B, ovvero, Beyonce, Carrie Underwood, Rihanna, Miley Cyrus, Sheryl Crow, Fergie, Leona Lewis, Keyshia Cole, LeAnn Rimes, Natasha Bedingfield, Mary J. Blige, Ciara e Ashanti.

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In ottobre Sony BMG rilascerà una compilation delle migliori canzoni d’amore di Mariah in un album intitolato “The Ballads” (“Le Ballate”). Uscirà in Italia il 24 ottobre 2008, in UK e Irlanda il 20 ottobre, in Giappone il 3 novembre e in USA e Canada nel gennaio 2009. Questa raccolta contiene alcune delle più famose canzoni d’amore scritte e interpretate da Mariah Carey fino al suo passaggio dalla casa discografica Sony Columbia alla Virgin. Tra queste si contemplano: Hero, Vision of Love, Without You, Always be my baby, My All, How Much feat. Usher, Dreamlover, Thank God I found you/Make it last Remix, The Roof, One Sweet Day feat. Boyz II Men, Anytime you need a friend, I’ll Be There feat. Trey Lorenz, I Still Believe, Reflections, Open Arms, Against All Odds feat. Westlife, Endless Love feat. Luther Vandross e All I Want for Christmas Is You come Bonus Track.

il 20 ottobre del 2008 la Carey canta dal vivo, all’American Music Awards 2008, il suo ultimo singolo I stay in love, producendo una acclamazione fra il pubblico.

Mariah Carey nel 20 gennaio del 2009 ha eseguito il suo singolo (estratto dall’album del 1993) ovvero la canzone “Hero” alla Neighborhood Inaugural Ball dopo che Barack Obama è diventato il primo presidente afro-americano nella storia. La Carey ha registrato il secondo singolo dell’album Love vs Money di The Dream duettando con lui: si intitola My Love e nella Billboard Hot 100 degli Stati Uniti entra nella posizione numero 82. La cantante sta lavorando al suo dodicesimo album che uscirà proprio nel corso di quest’anno.

Nei primi mesi del 2009, il cantautore The-Dream ha dichiarato che lui e la Carey hanno già iniziato a lavorare in studio sul suo prossimo album. Il 21 maggio 2009 la cantante ha annunciato che il titolo del prossimo album sarà “Memoirs of an Imperfect Angel”. Secondo MTV Italy, l’album uscirà il 28 agosto 2009 in Italia, e 25 agosto negli Stati Uniti. La Carey ha annunciato attraverso Twitter che il primo singolo si chiama “Obsessed” e che verrà inviato alla radio Chicago B96 il 16 giugno.

Il 7 luglio la Carey si esibisce alla memoria di Michael Jackson con il singolo diventata famosa dai jackson 5 che si intitola I’ll be there, una canzone che aveva in precedenza come singolo da parte della cantante con Trey Lorenz nel 1992, nel Staples Center a Los Angeles, California

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Fonte: Wikipedia

Discografia e Testi

 

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