con Rossella Brescia e Josè Perez
Balletto
in due atti di Luciano Cannito
presentato
da
Daniele Cipriani Entertainment
Musiche
Georges Bizet e Marco Schiavoni
Coreografia
e regia
Luciano Cannito
Costumi
Marja Hoffmann
Luci
Carlo Cerri
Assistente
alla coreografia
Luigi Neri
Adattamento
Luci
Marco Policastro
Ufficio
Stampa
Alessio Piccirillo
Tour
manager
Tania Mastrangioli
PREMIO
BUCCHI 2008
MIGLIOR COREOGRAFIA
PREMIO
DANZA & DANZA
MIGLIOR COLONNA SONORA DI BALLETTO
www.danielecipriani.it
Carmen
Rossella Brescia
Don
Josè
Josè Perez
Escamillo
Antonio Aguila
Micaela
Lucia Ermetto
Appuntato
Nino Amura
Profughi
Nino Amura, Luca Bertoleoni, Vincenza Brini, Vincenzo Carpino,
Lucia Ermetto, Daniela Filangeri, Maria Eliana Oliva, Tommaso
Petrolo, Riccardo Riccio, Gabriele Rossi, Grazia Striano
Si
ringrazia il Teatro Massimo di Palermo e la Scuola di danza
Balletto di Roma
TUTTE
LE CARMEN DEL MONDO
Di Luciano Cannito
Un
gruppo di profughi sbarca a Lampedusa dopo un viaggio allucinante,
sfruttati dallo scafista-“Escamillo” e braccati
dalle forze dell’ordine comandate dal severo carabiniere
“Don Josè”.
L’amore travolgente tra Carmen e Don Josè, il
tentativo di quest’ultimo di piegare il fiero spirito
ribelle della sua amata ad una vita perbene, fatta di routine,
belle passeggiate e tanta televisione.
La passione si trasforma in noia, solitudine, angoscia.
Carmen, non sa e non può vivere in una gabbia di mediocrità.
Fugge e torna dai suoi amici al campo profughi. Fugge tra
le braccia di Escamillo, ben consapevole di quello che l’aspetta…
La
potenza della musica di Bizet è riuscita a far diventare
il nome “Carmen” un archetipo universale della
cultura dell’Occidente.
Dire Carmen è un po’ come dire passione estrema,
voluttà, forza e istinto.
Carmen è il sole dei Sud, la felice disperazione di
possedere solo se stessi e la propria libertà.
La mia Carmen è forse semplicemente questo. Immaginata
nell’isola di Lampedusa, isola del Sud per la ricca
e annoiata Europa, mitico Nord per centinaia di disperati
e profughi in fuga chissà da dove e chissà per
quanto tempo.
Storie, del resto, sotto i nostri occhi dalla mattina alla
sera.
Carmen
può essere oggi una sudanese, una kurda, un’afghana,
una kosovara, una pakistana, e non ha paura di rischiare tutto
per la propria libertà. E’ una giovane donna
che, come una leonessa, sa di possedere forza, bellezza, potenza
e libertà.
Carmen sa di essere ricca di quella ricchezza che non si può
comprare.
E’
invece l’uomo-Don Josè ad essere un poveraccio
imbrigliato nella sua burocratica e sicura armatura di maschio
occidentale ad avere tutto da perdere contro chi non ha nulla
da perdere.
E poi c’è l’Escamillo dell’Opera
di Bizet. Il grande torero. Il “macho”, diremmo
noi oggi. Straordinario ritratto anche questo, di personaggio
archetipo. L’uomo del successo, l’uomo della gloria
effimera. Tutto sommato l’uomo della superficialità.