Biografie Audizioni Contatti


Biografia
Nel 1976 con "Ancora tu", Battisti torna alla canzone pop e il pubblico gli decreta ancora un successo trionfale, confermato dall'album "La batteria, il contrabbasso, eccetera" .
Nel 1977 esce il 33 giri "Io, tu , noi, tutti" che balza in cima alle classifiche, mentre "Images", registrato negli U.S.A. , trova un pubblico indifferente.

Ma con "Una donna per amico", nel 1978, il duo Mogol-Battisti ritrova e perfeziona la vena creativa; l'album, registrato in Inghilterra, contiene brani diventati dei classici assoluti.
Ma, nonostante i successi, il trionfo, gli incassi miliardari, Lucio Battisti resta schivo e diffidente; sopporta sempre meno la folla, i fans, i giornalisti ed i fotografi.

Questo Atteggiamento, incentivato anche dalla moglie, si accentua nel 1975, dopo il tentato rapimento del figlio Luca, fino a rendere l'esigenza di riservatezza della coppia quasi maniacale.

Il 1976 aveva visto il ritiro dalle scene di Battisti, dopo una memorabile Tournèe con i Formula 3.

Poco tempo dopo essersi ritirato Battisti dichiarò "Non parlerò mai più, perchè un artista deve comunicare con il pubblico solo per mezzo del suo lavoro".

Ha tenuto fede all'autoconsegna fino alla fine.

Sulle motivazioni che l'hanno indotto ad un cosi categorico isolamento si sono sprecati fiumi di inchiostro. E' probabile che l'insorgere di alcuni problemi di salute abbia accelerato una decisione che stava maturando; verosimilmente su un' indole già naturalmente schiva, si è innestato il fastidio profondo di sentirsi spesso frainteso e oppresso dall'attenzione morbosa di certa stampa che, tra l'altro, pretendeva di dare un'interpretazione politica del fenomeno Battisti.

Il mito del Battisti fascista è una convinzione che, scaturita dai dogmi post-sessantottini, lo ha accompagnato lungo tutta la sua carriera, in quegli anni in cui si usava penalizzare l'individualismo marchiandolo come incorreggibile deviazionismo di destra.

Battisti, in realtà percorreva la propria strada, sostenuto, in questo atteggiamento, dalla moglie, personaggio ermetico e schivo, sulla quale si sono sprecate osservazioni quasi sempre velenose.

L'ultima produzione Mogol-Battisti risale al 1980; "Una giornata uggiosa" segna l'ultimo capitolo di un'amicizia solida e di un felice connubio artistico.

Problemi di interesse, si dice; ma anche la frattura con uno stile di cui Battisti sembrava vergognarsi e che si lasciò alle spalle nei lavori successivi, quasi sempre validi ma privi, forse, del quidquid che aveva consentito alla produzione con Mogol di far vibrare le corde del sentimento e dell'emozione di milioni di persone.

Dal suo isolamento in Inghilterra prima, poi in Brianza, Battisti cercò - e spesso riuscì - ad alzare il tono del suo lavoro, confermandosi artista attento e superbo interprete, pur perdendo forse in immediatezza e successo di massa che,comunque, continuava ad essere costante per i vecchi pezzi creati con Mogol, tutt'ora freschi ed attuali come se fossero stati composti ieri.

Il primo album del dopo - Mogol, del 1982, si intitola "E già"; i testi sono della moglie Grazia Letizia Veronesi, in arte Velezia; riesce ad ottenere un discreto successo, con un mese di primato nelle classifiche di vendita.

Nel 1986 Battisti inizia la collaborazione con il poeta Pasquale Panella; il loro primo lavoro comune è "Don Giovanni". I testi sono ermetici, criptici, colmi di simbolismi e metafore; tuttavia l'album - oggi considerato da alcuni un capolavoro assoluto - resta per due mesi in cima alle classifiche.

Seguono nel 1988 "L'apparenza", dalle melodie bizzarre ed i testi ostici; nel 1990 "La sposa occidentale", con un ritorno alla vena melodica; nel 1992 "Cosa succederà alla ragazza", dai testi ermetici e dalle musiche raffinate; è, infine, del 1994 - pubblicato il 29 settembre - "Heghel", il disco che chiude il ciclo di collaborazione con Panella.

Durante il ventennale, rigoroso isolamento il ruolo della moglie di Battisti diventa sempre più condizionante, sia nei rapporti privati che in quelli di lavoro e da molti amici (o ex amici) di Lucio viene considerata una presenza negativa e incombente.Degli ultimi anni di Lucio Battisti resta qualche immagine scattata di sfuggita, che lo ritrae invecchiato e ingrassato, gonfiato dai medicinali necessari per i problemi di salute che da tempo lo affliggevano.

Ma nel ricordo è, forse, giusto separare il Battisti uomo, ritroso e scorbutico all'eccesso, dal Battisti artista, che ha saputo dispensare emozioni, facendo spiegare le ali alle poetiche e tenere parole di Mogol.


Manola Mineo
da "Lucio Battisti la vita,i grandi successi"
antares editrice




Nota: Le foto presenti su MusicalStore.it sono state in larga parte prese da Internet, e quindi valutate di pubblico dominio. Se i soggetti o gli autori avessero qualcosa in contrario alla pubblicazione, non avranno che da segnalarlo alla redazione - indirizzo e-mail webmaster@musicalstore.it, che provvederà prontamente alla rimozione delle immagini utilizzate.