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IL MESTIERE DEL PADRE parlato: Tribunale di Milano, dipartimento 137: in base all’articolo 431 del codice civile si assegna la bambina alla custodia della madre fino all’età di sette anni. Suonare al tuo cancello, una carezza al cane, vedere un cameriere, la mia bambina è pronta. E’ sempre ben vestita, le scarpe belle nuove, anch’io con la cravatta, la barba appena fatta. Il sole del mattino e dopo al luna-park, ai giardini, allo zoo a vedere gli animali. parlato: Che cosa ci faccio io qui? Che senso ha? Il padre non sono io, certo io l’ho fatta ma il padre è chi le sta insieme. A cosa serve questo affetto? A me forse ma a lei? A lei no di certo. Vieni un momento qui mi sembri un po’ accaldata, su alzati da terra, ti sei tutta sporcata. Ti prego sta un po’ ferma sei sempre in movimento, dai siediti un po’ qui, ascoltami un momento. parlato: La mia bambina ha tutto anche l’affetto, quello vero, quello di tutti i giorni. Che ci vengo a fare io qui tutte le domeniche inchiodato su una panchina a fare il mestiere del padre? Ma chi me l’ha ordinato? La morale? La coscienza? Chi? Sarà come tagliarsi un braccio, va bene me lo taglio! Adesso vieni qui, dobbiamo andare a casa, su cerca di ubbidire non fare la spiritosa. Ti prego sta un po’ ferma non riesco ad allacciarti, son già quasi le sette e devo accompagnarti. Suonare al tuo cancello, una carezza al cane, vedere un cameriere, ridargli la bambina. Le scarpe gliele ho tolte, al parco è scivolata ma non s’è fatta niente, s’è solo un po’ sporcata. Un uomo alla finestra che si intravede appena, la chiamano in salotto è già l’ora di cena. parlato: Si, domenica, va bene, domenica alla stessa ora.
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