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Banco
del Mutuo Soccorso
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Biografia
Seppur
in ritardo rispetto al resto d'Europa il movimento progressive arrivò
anche in Italia. Nacquero numerose band più o meno legate dalla stessa
voglia di cambiare; in alcuni casi solo per puro esercizio stilistico,
in altri per raggiungere effettivamente una nuova espressività. Queste
band furono a tutti gli effetti le “teste di ponte” che avvicinarono
l’Italia al resto d’Europa. Tra queste una delle più attive e coerenti
fu il Banco del Mutuo soccorso che è riuscita negli anni a creare
uno stile espressivo e comunicativo che ancora oggi porta sui palchi
di tutto il mondo.
Agli inizi del 1972 la band pubblica per la Ricordi il primo disco, omonimo, "Banco del Mutuo Soccorso", destinato a diventare una pietra miliare nella nascente scena italiana del rock. L'album contiene brani di grande impatto e notevole lirismo dove i testi di Francesco Di Giacomo si sposano alla perfezione con le composizioni di Vittorio Nocenzi. In particolare "R.I.P. (Requisecant In Pace)", "Il Giardino del Mago" e "Metamorfosi" sono brani di struggente bellezza che rimarranno impressi nella mente degli appassionati per la loro grande poesia, per la loro alternanza di umori, di sfumature, di momenti di pieno strumentale a cui fanno seguito frasi appena sussurrate. E' un'opera prima incredibilmente matura, che la dice lunga su quello che sarà il percorso artistico futuro della formazione. Di grande impatto è anche l'artwork, con una copertina a forma di salvadanaio, ed una fessura (quella utilizzata per introdurre il denaro) da cui può essere estratta una striscia di cartoncino su cui sono stampate le foto dei componenti del gruppo. Una vera rarita' per i collezionisti. A pochi mesi di distanza dal disco d'esordio il Banco è di nuovo al lavoro per realizzare "Darwin !" (1972), un'opera concept (prima in Italia) basata sul un tema dell'evoluzione dell'uomo teorizzata da Charles Darwin. La nuova avventura del gruppo reca con sé altre composizioni che lasceranno il segno. "La danza dei grandi rettili", "La conquista della posizione eretta" e "750000 anni fa... l'amore?" sono affreschi dalle mille sfumature in cui la band esprime in modo efficace il caos primordiale e l'apparizione dell'uomo, un essere dotato di coscienza e di sentimenti con un suo bisogno d'amore, ancora molto animale nell'aspetto ma già avviato a diventare l'essere più evoluto del pianeta. L'anno successivo vede il primo avvicendamento nelle file del Banco, il chitarrista Marcello Todaro viene sostituito da Rodolfo Maltese (proveniente dagli Homo Sapiens), che partecipa alle sessioni di registrazione del terzo album della band, "Io sono nato libero" (1973), ma viene accreditato solo come ospite. In realtà fa già parte del gruppo e ne diventerà, di lì a poco, una colonna portante. Ancora una volta la band propone brani di altissimo livello, in cui la poesia e l'impegno dei testi scritti da Di Giacomo trovano il loro degno completamento nelle notevoli composizioni di Vittorio e Gianni Nocenzi (che firma la pregevole " città sottile"). Il nuovo lavoro contiene solo cinque brani, di cui due ("Non mi rompete" e "Traccia II") destinati ad entrare nella storia della formazione. Non sono certo da meno i rimanenti brani "Canto nomade per un prigioniero politico", il già citato brano di Gianni Nocenzi e "Dopo... niente è più lo stesso".
Nel
1978 esce forse il lavoro più complesso del Banco. L'album viene intitolato
"...di terra" e si presenta come un LP completamente strumentale in
cui la band, accompagnata dall'Orchestra dell'Unione Musicisti di
Roma, si avvicina molto alla grande tradizione classica e ad umori
legati al jazz. E' forse uno dei punti più alti toccati dalla formazione.
Per l'occasione viene lasciato da parte Francesco Di Giacomo che è
comunque l'autore dei versi che presi singolarmente formano i titoli
delle sette composizioni presenti.
All'inizio
degli anni '90 il gruppo si riappropria dell'antica sigla Banco del
Mutuo Soccorso, ma non è l'unica novità. In concerto vengono ripresi
i brani del primissimo periodo e si torna ad eseguirli con gli arrangiamenti
originali. E' un grande momento per i sostenitori di vecchia data
della band, di lì a poco viene infatti pubblicato un cofanetto a forma
di salvadanaio intitolato "Da qui messere si domina la valle" (1991)
che contiene nuove incisioni dei brani dei primi due album. Un ritorno
all'antico che genera nuovo entusiasmo nella band, come nei suoi fan
e che dimostra quanto ancora siano attuali brani come quelli contenuti
in "Banco del Mutuo Soccorso" e "Darwin". Non c'era modo migliore
per aprire gli anni '90.
Il pubblico sembra gradire l'alternanza tra versioni acustiche ed "elettriche" tanto che da uno dei concerti di maggior successo in Giappone (On Air West, il 25 e 26 Maggio 1997) viene tratto un nuovo album, intitolato "Nudo" (1997). L'album, un doppio CD che per volere della band viene commercializzato al prezzo di un singolo, consiste di un estratto di quel mitico concerto dove la potenza sonora ed espressiva della band risaltano in modo inequivocabile, e della registrazione in studio dei brani 'Unplugged' in versione acustica. E "dulcis in fundo", viene inciso un brano nuovo di zecca, Nudo, che ripresenta la freschezza compositiva sia musicale che lirica dei tempi migliori. Il brano, di lunga durata in tre movimenti, rappresenta la nuova vena che accompagnerà la band nel nuovo millennio.
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